Mario Rossi
Una notte. Soltanto una notte. Una notte che ha la misura di un’esistenza intera, anzi, di tre esistenze. Tre personaggi, tre “io”, prigionieri e fiaccati dalle proprie vite, ciascuno deciso ad evadere, anche solo per una notte, dalla propria routine.
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collana IENA
€13,00 €7,50
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Mario Rossi è uno pseudonimo. Uno pseudonimo ma anche un pretesto. È l’alibi perfetto. È un’entità ambigua, proteiforme. È l’uomo che potresti o non vorresti mai essere. È un elogio all’anonimato come diritto da difendere e dovere da esercitare. Poche e frammentate notizie su di lui. Alcune voci dicono che sia un giornalista ammanicato con le alte sfere, altre che sia stato parlamentare, altre ancora che sia un uomo di fede. Di certo è una personalità schiva che non ama parlare di sé, se non attraverso la propria scrittura. Per Neo Edizioni ha scritto “La bella e la bestia” nell’antologia di fiabe non più fiabe E morirono tutti felici e contenti (2008).
Mario Rossi, con uno stile bizzarro, viscerale, sincopato e sarcastico, sonda le brutture della società di oggi e tenta di darne un’allucinata chiave di lettura. È un romanzo che si legge come si guarda un road movie ma è soprattutto un viaggio attraverso la parte più intima e recalcitrante dell’uomo moderno.
“Tre io”, tre voci narranti a cui è assegnato un colore diverso. Una differenziazione cromatica del testo che risponde a precise esigenze narrative. Una scelta per rendere la lettura agile; per rendere gli scambi e le incursioni dei personaggi immediate, incalzanti, fino all’inatteso epilogo.
RASSEGNA STAMPA
Judith Thompson
“Palace of the End solleva il velo… una scrittura chirurgica… un pugno nello stomaco… semplicemente indimenticabile quanto volutamente straziante”. Los Angeles Times
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Traduzione di Raffaella Antonelli
collana POTLACH
Angelo Calvisi
Una fiaba allucinata sui vincoli del potere e sulle storture del sangue, una satira visionaria su ciò che siamo o potremmo diventare.
Leggi di piùUn bosco ai margini del mondo e, ai margini del bosco, un ragazzo e un uomo. Il ragazzo si chiama Simon, l’uomo è il Polacco. Vivono liberi e in attesa, perché un giorno il Polacco farà ritorno nella Capitale per compiere una misteriosa missione urbanistico/militare.
Nella grande città, la vita di Simon diventa un incubo di lavoro inutile, burocrazia tumorale e sanità alienata. Il risveglio arriverà all’improvviso, sull’orlo di un riscatto mai immaginato.
Tra echi kafkiani e rimandi al miglior Terry Gilliam, Genesi 3.0 porta la narrativa italiana dentro nuovi scenari.
collana IENA
Gregorio Magini
Cometa celebra il dispiegarsi incerto dell’epoca che viviamo e approda a una visione del futuro a cui tutti, volenti o impotenti, siamo destinati.
Leggi di piùIn un punto preciso dello spaziotempo Raffaele, satiro irrequieto, inciampa da una storia all’altra in cerca di successo e Fabio, misantropo nerd, insegue se stesso e la fortuna in un agone digitale di improbabili social.
L’incrocio sbilenco delle loro vite innesca un romanzo selvaggio, labirintico, possente.
Cometa è l’epopea disastrata, erotica e lisergica degli eroi senza motivo. Archetipi di una generazione fuori fuoco, il cui centro è dappertutto ma sempre altrove. L’odissea senza approdo di una stirpe di eletti a niente che cavalca il progresso come una pulce su un cavallo imbizzarrito, traghettata da sogni frenetici e deliri tecnologici.
collana IENA