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Danila Giancipoli
Raccolta Vincitrice del “Premio Nazionale di Poesia” Neo Edizioni – 2025.
La fame di queste poesie è fame di libertà, di consapevolezza, soprattutto di curiosità. Una fame che non si sazia e che, come il mare, non conosce sosta.
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collana INTIMATE
Placido Di Stefano
Romanzo terzo classificato al “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2024
Il racconto spietato di cosa significhi diventare adulti crescendo ai margini del mondo contemporaneo.
Uno spaccato tenero e raggelante sull’adolescenza di oggi.
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Un romanzo dal ritmo serrato, una storia di ossessioni e dubbi sulla propria identità, narrato con una voce cucita alla perfezione su un personaggio pulsante, credibile, contraddittorio. Un romanzo che è anche una dichiarazione d’amore per la settima arte, in un gioco costante di rimandi e citazioni quando il cinema, per questi giovani protagonisti, diventa uno strumento per interpretare la loro stessa realtà.
collana IENA
Rossella Sorbara
Romanzo secondo classificato al “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2025
Un esordio illuminato e travolgente.
Una storia che parla di ostinazione, di libertà, e di quanto sia immensa e spaventosa la vita, soprattutto se sei un’adolescente costretta in un paese che ti opprime e vivi un rapporto tormentato con tua madre.
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Se devi piangere ‒ ed è una cosa che può capitare a tutti, anche a una come Nico ‒ allora meglio farlo nei cessi, che lì non ti vede nessuno.
E se c’è una cosa che fa piangere Nico è quella lì, la donna con cui vive e che dice di essere sua madre. Ma qualcosa non torna, perché quella lì prima le voleva bene e dopo, all’improvviso, ha iniziato a trattarla male.
Quando poi in paese arriva il circo, con loro c’è una donna. Nico non ha dubbi, è lei la sua vera madre, l’hanno rapita e sostituita, e ora vuole scappare con lei, conoscere la verità. La verità sui suoi tredici anni, sui suoi amici, sul posto in cui vive.
Certo, c’è Cosimo, il suo migliore amico, per lui si taglierebbe un braccio, e c’è Angelina, la sorella di Cosimo, che studia filosofia nella grande Torino e canta Leonard Cohen e i Velvet Underground, ma come convincerli che la donna tra le roulotte del circo è la sua vera madre?
COLLANA DRYNicola Lucchi
Romanzo Vincitore del “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2025
La prosa di Lucchi è densa, ha il ritmo quasi biblico di una fiaba nera. Una vendetta che affonda le radici nel periodo più oscuro della storia italiana e si tinge di thriller.
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Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele. Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione. È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo. “La strega del villaggio”, così la chiamano. Nelle parole della donna, la storia della sua famiglia si mescola a quella della comunità in cui vive – ed è una storia di povertà, esclusione e violenza. Ma è anche la storia dell’amore che lega un figlio e sua madre. Di cosa può diventare l’amore se affonda le radici nella solitudine e nel dolore.
Il giardino dei fiori infelici è un romanzo sulla colpa, sulle conseguenze del silenzio, sull’orrore che germoglia da altro orrore.
Un’opera gotica misteriosa. Il racconto di un mondo in cui la disperazione non risparmia nessuno: perché anche le vittime, in una remota vallata alpina, possono diventare carnefici.
collana IENA
Enrico Macioci
Mistero, qualcosa di oscuro, inafferrabile eppure tremendamente familiare.
Una sensazione che provoca spaesamento, un turbamento dai contorni sfuggenti, il germe dell’arcano che seduce e affascina:
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questo è il perturbante. Non aggettivo, ma sostantivo, quasi fosse un’entità, una presenza.
Dieci storie, ognuna delle quali cerca di afferrarne le possibili forme, prova a raccontarne gli improvvisi svelamenti.
Una riunione di condominio è la scena, non di un crimine, ma della fine del mondo; una donna racconta del suo essere madre e il ricordo porta a un omicidio; marito e moglie fanno la solita passeggiata in montagna ma stavolta c’è qualcosa o qualcuno insieme a loro; una coppia di ospiti convive con un odore nauseabondo mentre il padrone di casa che li ospita è partito alla ricerca della propria compagna; un uomo è svegliato nel bel mezzo di una notte estiva, in strada qualcuno sta giocando a tennis, il poc, poc, poc della pallina è il richiamo verso l’ignoto.
C’è poi chi dà un nome all’ignoto, è uno dei protagonisti, lo chiama “il grande buio”, dice che avvolge e permea il nostro mondo. E quando affiora, inghiotte.
collana IENA
Manuela Montanaro
Romanzo secondo classificato al “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2024
«Il libro che tenete tra le mani è la prova della tenacia, dell’abilità, del talento e della vigorosa immaginazione della Montanaro. La storia di Callista Wood è davvero incredibile. Così come lo è questo libro. E la sua scrittrice» dalla prefazione di Chris Offutt
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Il narrare di Manuela Montanaro è vivido, pulsante, retto da un’architettura che non lascia scampo. Nelle sue mani l’indagine su un misterioso omicidio diventa il racconto di un mondo di frontiera, duro, selvaggio, di una comunità la cui forza ‒ nel bene e nel male ‒ è data da quello che si è, da ciò che si ha e dai territori in cui si vive.
collana IENA
La colonna sonora del romanzo (Blue Racer)
Matthias Canapini
Non un saggio sul rugby ma un racconto itinerante, fatto di viaggi lenti, incontri, piccole e grandi rivoluzioni.
La palla ovale come chiave per aprire porte, storie, rinascite.
Come strumento riabilitativo e inclusivo.
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Lontano dai riflettori e dalle folle oceaniche, lontano dalla Coppa del Mondo e dal Sei Nazioni, esiste un rugby fatto di fango, amicizia, passione e sacrificio. Un rugby a misura d’uomo che dell’uomo accoglie tutti gli aspetti, anche i più fragili. È questo il rugby che racconta Matthias Canapini, andandolo a cercare in giro per lo stivale. Quello dell’autore è un viaggio lento, fatto con mezzi di fortuna, un progetto solidale che dà voce a storie spesso confinate ai margini. Con un bagaglio da ex rugbista, Matthias va nei posti dove l’ovale è diventato strumento di inclusione e riscatto. Luoghi in cui lo Stato arretra e l’associazionismo cerca di colmare i vuoti.
L’ovale storto è il frutto di numerosi incontri, in un’Italia poco esposta (centri per l’immigrazione, circoli di persone diversamente abili, istituti di salute mentale, carceri, periferie), dove la pratica di questo sport diventa rugby in carrozzina o esercizio motorio per affetti da Parkinson, un’occasione d’integrazione per richiedenti asilo e rifugiati, una terapia per pazienti psichiatrici o semplice redenzione per chi vive in zone a rischio criminalità e dispersione scolastica.
L’autore racconta di iniziative coraggiose, innovative, temerarie, e ci consegna un profilo inedito del nostro Paese che, centimetro dopo centimetro, si riscopre comunità.
collana i NEI
Ivan Talarico
Attraverso una scrittura arguta e implacabile, Ivan Talarico compone un bestiario del reale in cui ridere del nulla è l’unico modo sensato di attraversarlo.
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Mentre calca i palchi di teatri e festival con spettacoli e concerti, Ivan Talarico ritorna ai suoi racconti brevi, spiazzanti, surreali, spassosissimi, e scrive un libro in cui ogni cosa (un piatto, un nome, un cucchiaino di zucchero che è sale) contiene in sé il germe del disastro; una sorta di manuale dove mette a nudo le convinzioni dietro cui ci trinceriamo, i tranelli dentro ai quali incessantemente cadiamo.
Nichilismo illuminato non è la luce in fondo al tunnel: è il tunnel illuminato che non porta da nessuna parte.
collana i NEI
Flor Canosa
Polpa traccia la precisa autopsia del presente e ne disegna le topografie terminali, parla di ciò che ci aspetta dietro l’angolo con uno straordinario equilibrio, tra costrutti sociali già ipotizzabili e visioni di un futuro delirante, immaginifico.
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Ha dodici anni Irma quando scopre il dolore. Si è appena punta con le spine di una Santa Rita, e tutto sta per cambiare. Anni dopo, Lunes la incontra da adulta, e se ne innamora. La loro passione è indomabile, nasce dalla presa di coscienza dei corpi, da una fisicità spinta all’estremo, vissuta senza alcuna remora e nessuna attenuante.
Lunes è affascinato dalle aberrazioni, le cerca nel deep web, nella letteratura messa al bando: pensieri, teorizzazioni, pratiche oscene che poi sperimenta con Irma.
Dal chiuso di un ufficio governativo, Enero li segue segretamente. Si nutre della loro relazione clandestina. Assapora quell’affinità misteriosa e selvaggia. E medita di sovvertire il regime.
In una società in cui il dolore è proibito, i protagonisti si muovono come invasati, avvinti, soggiogati a pulsioni febbrili. Nella città-stato che ha assoggettato i corpi vietando ai suoi cittadini ogni emozione, l’immoralità di un amore diventa l’innesco per ribellarsi al controllo del potere e instaurare un ordine nuovo.
Traduzione di Giovanni Barone
collana POTLACH
Paolo Agrati
Il libro che vedete qui è picaresco, divertente, rocambolesco. Soprattutto, è il desiderio di raccontare la poesia sotto una luce nuova.
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Paolo Agrati, poeta e performer, spesso si trova a viaggiare per il mondo come ospite di reading e festival, ogni tanto racconta un aneddoto folle che gli è successo, ogni tanto una sua folle riflessione, ma il viaggio di queste pagine è nelle vite delle poetesse e dei poeti, dai più grandi ai meno conosciuti, siano essi lontani o contemporanei.
E in questo viaggio cita poesie e tira fuori aneddoti ben più succosi e bizzarri che le biografie ufficiali hanno nascosto o taciuto. Racconta di Leopardi e Szymborska, di Merini e Majakovskij, di Montale e Bukowski, ma anche di tanti altri.
E ci dice che la poesia nasce anche dalle situazioni più impensabili.
“Ci sono un sacco di cose che non sappiamo sui poeti, ce li immaginiamo con la penna d’oca a struggersi per un amore o a guardare la luna smarriti, in attesa del verso che rimarrà in eterno. E invece nelle loro vite ci sono storie affascinanti, a volte poco poetiche, surreali, orribili, molto reali. Allora perché non raccontarle queste storie, non mostrare la debolezza, la normalità della poesia, per avvicinarla a noi con un sorriso?”
collana i NEI
Amedeo Di Nicola e Paolo Fiorucci
Un libro di frontiere delle aree interne, dei piccoli paesi che diventano orfani. Ma anche una frontiera che, tra poesie e racconti, diventa un’esortazione sussurrata alla custodia e alla memoria.
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Le strade e i vicoli raccolgono silenzi e ricordi, soprattutto raccolgono una vita che continua nonostante tutto, che non vuole essere sradicata, che nella propria memoria si tiene al caldo e riesce addirittura a immaginarsi nel cosmo, su pianeti nuovi.
Uno scrittore e un poeta, ognuno a suo modo, abbracciano ciò che resta, raccolgono quella luce particolare che accomuna i paesi dell’entroterra, una luce che dal sorriso passa per la nostalgia fino ad approdare a una consapevolezza quasi pacificata.
Poi insieme si siedono a un tavolino, ordinano una birra e un mazzo di carte perché c’è ancora tempo prima di rientrare a casa, c’è ancora tempo prima che l’ultimo bar del paese chiuda.
con i disegni di Alessandra Dalessandro
collana INTIMATE
Pierangelo Consoli
Pierangelo Consoli prova a dare suono ai silenzi che incastrano le vite e lo fa con pacatezza e rara eleganza.
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Un protagonista fuori dagli schemi tra personaggi altrettanto vividi ‒ “Presumere di poter definire ogni cosa è l’esercizio dei cretini. Cosa siamo, quindi? Persone” ‒ che ci invita a seguirlo con la sua voce, ora ironica, talvolta scontrosa, spesso fragile, modellata dagli anni e non per questo arresa.
COLLANA DRY