Rossella Sorbara
Romanzo secondo classificato al “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2025
Un esordio illuminato e travolgente.
Una storia che parla di ostinazione, di libertà, e di quanto sia immensa e spaventosa la vita, soprattutto se sei un’adolescente costretta in un paese che ti opprime e vivi un rapporto tormentato con tua madre.
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Se devi piangere ‒ ed è una cosa che può capitare a tutti, anche a una come Nico ‒ allora meglio farlo nei cessi, che lì non ti vede nessuno.
E se c’è una cosa che fa piangere Nico è quella lì, la donna con cui vive e che dice di essere sua madre. Ma qualcosa non torna, perché quella lì prima le voleva bene e dopo, all’improvviso, ha iniziato a trattarla male.
Quando poi in paese arriva il circo, con loro c’è una donna. Nico non ha dubbi, è lei la sua vera madre, l’hanno rapita e sostituita, e ora vuole scappare con lei, conoscere la verità. La verità sui suoi tredici anni, sui suoi amici, sul posto in cui vive.
Certo, c’è Cosimo, il suo migliore amico, per lui si taglierebbe un braccio, e c’è Angelina, la sorella di Cosimo, che studia filosofia nella grande Torino e canta Leonard Cohen e i Velvet Underground, ma come convincerli che la donna tra le roulotte del circo è la sua vera madre?
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Rossella Sorbara si è laureata in filosofia teoretica con un tesi su Wittgenstein. Vive a Torino, ha due figli, una bici e un giradischi. Ha fatto per anni i lavori più disparati, barista, cameriera, ha lavorato in un circo e ha fatto spettacoli di teatro di strada. Ha continuato a lavorare, soprattutto di notte, mettendo musica nei locali, cosa che continua a fare ancora adesso. Da qualche anno insegna Storia e Filosofia in un Liceo. Dorme poco. Si è tatuata i personaggi de Il Maestro e Margherita sulla gamba destra.
Il cielo è nero la terra blu è il suo primo libro.
Peppe Millanta
Vincitore “Premio John Fante Opera Prima 2018”
Un cartello sbiadito con su scritto “Benvenuti a Dinterbild”. Un pugno di case gettate alla rinfusa intorno a una locanda. Una comunità che pare sospesa nel tempo. Una strada da cui non arriva più nessuno, e nessuno ricorda più dove porti.
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E gli occhi di Vinpeel, l’unico ragazzino di questa bizzarra comunità, che una notte, scrutando l’orizzonte, si convince che al di là di questo mondo esitante ci sia qualcos’altro.
Peppe Millanta, al suo esordio, crea un mondo che tutti vorremmo abitare e che forse, in cuor nostro, già abitiamo. Racconta di un ragazzino che abita dentro ognuno di noi. C’è la sua vita confinata in un luogo che sembra appartenere a un sogno, c’è suo padre con cui parla solo attraverso l’aiuto del mare, ci sono amici che hanno la consistenza di nuvole e bizzarri personaggi. Ma su tutto c’è la sua voglia di scoprire, di spingersi oltre ciò che gli è dato conoscere.
Vinpeel degli orizzonti è stato tradotto, nel 2021, in Francia da La joie de lire, In Cile e Argentina da Edicola Ediciones e in Romania da Casa Cărţii de Ştiinţă.
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Caterina Perali
Ironia, una buona dose di impertinenza, l’irruenza della vita: una storia di donne la cui forza e audacia non conoscono età.
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Dopo anni di lavoro totalizzante in un’importante società di eventi, Nina viene lasciata a casa. Disoccupata, cinica e piena di pregiudizi, circoscrive la vita entro i confini del suo condominio a ringhiera, mantenendo però una florida e fittizia routine tra chat e social network: più del senso di vuoto, è l’onta della disoccupazione a toglierle il sonno.
Indolente, trascorre le giornate a osservare i condomini, punti di riferimento di un mondo intimo ma che sente lontano. Fin quando la sua attenzione si concentra su una vicina da sempre scostante, diventata improvvisamente perno silente e misterioso di un gineceo di tre anziane: la smilza, la leopardata e la forzuta.
COLLANA DRYCaterina Perali
Come arcipelaghi tiene insieme la cifra del romanzo e il racconto preciso di un percorso che la medicina oggi può offrire a chiunque voglia avere figli.
L’acutezza della scrittura si sposa a una voce esuberante con cui Caterina Perali narra di strade che sanno essere luminose
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Jean, che dice di avere la nonna marsigliese, vive in un condominio di ringhiera a Milano. Cura una rubrica molto seguita di “Sostegno Generico” su Instagram. Ha 40 anni, lavora da casa e una mattina sente gridare dal ballatoio: «Mi basta il suo sperma!»
È così che conosce Chiara, la nuova inquilina, single e decisa a diventare madre, in Spagna, perché in Italia a lei non è concesso. L’incontro per Jean è detonante: da un lato la scoperta di un mondo taciuto, dall’altro uno sguardo nuovo su tutto ciò che la circonda, compresa la relazione con Carlo che da anni vive serenamente a distanza.
E mentre una costellazione di affetti si costruisce attorno alle due donne, in un andare tra Milano e Valencia, Jean si interroga sul presente sospeso di un’intera generazione, sul concetto di genitorialità, su come certe convinzioni possano rinnovarsi.
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