Matthias Canapini
Non un saggio sul rugby ma un racconto itinerante, fatto di viaggi lenti, incontri, piccole e grandi rivoluzioni.
La palla ovale come chiave per aprire porte, storie, rinascite.
Come strumento riabilitativo e inclusivo.
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Lontano dai riflettori e dalle folle oceaniche, lontano dalla Coppa del Mondo e dal Sei Nazioni, esiste un rugby fatto di fango, amicizia, passione e sacrificio. Un rugby a misura d’uomo che dell’uomo accoglie tutti gli aspetti, anche i più fragili. È questo il rugby che racconta Matthias Canapini, andandolo a cercare in giro per lo stivale. Quello dell’autore è un viaggio lento, fatto con mezzi di fortuna, un progetto solidale che dà voce a storie spesso confinate ai margini. Con un bagaglio da ex rugbista, Matthias va nei posti dove l’ovale è diventato strumento di inclusione e riscatto. Luoghi in cui lo Stato arretra e l’associazionismo cerca di colmare i vuoti.
L’ovale storto è il frutto di numerosi incontri, in un’Italia poco esposta (centri per l’immigrazione, circoli di persone diversamente abili, istituti di salute mentale, carceri, periferie), dove la pratica di questo sport diventa rugby in carrozzina o esercizio motorio per affetti da Parkinson, un’occasione d’integrazione per richiedenti asilo e rifugiati, una terapia per pazienti psichiatrici o semplice redenzione per chi vive in zone a rischio criminalità e dispersione scolastica.
L’autore racconta di iniziative coraggiose, innovative, temerarie, e ci consegna un profilo inedito del nostro Paese che, centimetro dopo centimetro, si riscopre comunità.
collana i NEI
€15,00 €14,25
Matthias Canapini è scrittore, fotografo e giornalista. Nato a Fano nel 1992, a 14 anni comincia a giocare a rugby. Dal 2012 racconta storie con taccuino e macchina fotografica, documentando aree di conflitto, le memorie partigiane lungo Alpi e Appennini, il sisma in centro Italia, le rotte dei migranti lungo i confini d’Europa. Col progetto “L’ovale storto” ha unito la passione per la palla ovale al fotoreportage, raccontando e divulgando storie di rivalsa presso carceri, periferie, comunità psichiatriche. Collabora con Patria Indipendente, Redattore Sociale, Atlante delle Guerre, Mediterraneo.
Maria Clara Restivo
“Questa volta l’idea è di camminare un posto. Non camminare verso, non camminare in. Ma camminare un luogo preciso, il Molise”
Due ragazze decidono di partire da Torino e scoprire un luogo per loro – e per molti – sconosciuto.
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Intraprendono un viaggio che durerà un mese e lo faranno a piedi, perché la strada si misura con il ritmo lento dei passi, perdendosi tra sentieri e tratturi dimenticati, ricevendo ospitalità da chi di quel viaggio vuole fare parte. E così quella terra misteriosa si popola di nomi, di amici, di storie, e acquista una consistenza che è negli occhi, negli incontri, nei chilometri percorsi, prima ancora che su una cartina geografica. A guidarle, i piedi che tracciano la via, la libertà di percorrere senza meta una regione sorprendente e di conoscere chi la vive.
La voce di Maria Clara racconta questo viaggio con la cadenza degli spazi sconfinati e dei paesi abbarbicati, delle colline, delle valli, del mare con i suoi trabocchi. Usa il “noi” perché lei e Giulia viaggiano insieme.
E noi con loro.
collana i NEI
Otello Marcacci
Piantato come un mal di denti al centro dell’Italia dei superlativi e dell’eccellenza, c’è un nuovo personaggio: Eugenio Bollini. Ciclista di professione, con risultati modesti alle spalle,
Avvincente come una gara ciclistica, appassionato come una storia d’amore, Otello Marcacci con uno stile ironico, vivace, travolgente, scrive un romanzo dove sport, vita e anarchia si combinano per dire che la mediocrità è forse l’ultimo baluardo contro la corruzione che investe ogni cosa. E che forse è proprio da questa “aurea mediocritas” che bisogna ripartire… ridendo e sudando, sudando e ridendo.
“Un gregario, ecco cosa sono. Un buon gregario”
COLLANA DRY
Riccardo Finelli
Un diario di viaggio intenso e poetico, su due ruote, in bilico lungo tutto il crinale della nazione. Nella terra delle nuove resistenze, nella terra dei “piani B”. Il racconto di un paese che riparte dalla propria spina dorsale.
Leggi di piùUn viaggio lento, sotto il cielo, a sfidare gli elementi. 2300 chilometri in 14 giorni, in bilico lungo il crinale appenninico, dal suo sorgere in Liguria, al suo inabissarsi fra le onde della Calabria, per radiografare la spina dorsale della nazione.
La realtà di una terra di mezzo da cui lo Stato arretra, che si svuota, si scarnifica, frana, ma anche una terra di “resistenze” da 2500 anni – contro romani, saraceni, nazifascisti – che sta diventando laboratorio di nuove forme di convivenza e stili di vita, più credibili e sostenibili.
Riccardo Finelli racconta paesaggi, incontri, storie, volti, progetti da un Appennino reale e futuro che la coscienza collettiva continua a ignorare. Un diario di viaggio intenso e poetico nelle possibilità di un Paese che riparte dalla propria colonna vertebrale.
collana i NEI