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Otello Marcacci
Piantato come un mal di denti al centro dell’Italia dei superlativi e dell’eccellenza, c’è un nuovo personaggio: Eugenio Bollini. Ciclista di professione, con risultati modesti alle spalle,
Avvincente come una gara ciclistica, appassionato come una storia d’amore, Otello Marcacci con uno stile ironico, vivace, travolgente, scrive un romanzo dove sport, vita e anarchia si combinano per dire che la mediocrità è forse l’ultimo baluardo contro la corruzione che investe ogni cosa. E che forse è proprio da questa “aurea mediocritas” che bisogna ripartire… ridendo e sudando, sudando e ridendo.
“Un gregario, ecco cosa sono. Un buon gregario”
COLLANA DRY
Gianni Tetti
Candidato “Premio Strega 2017”
Un romanzo corale, esploso, torrenziale, i cui protagonisti mostrano il cuore feroce di un’umanità alla deriva.
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Il libro più oscuro, spietato e conturbante di Gianni Tetti. Il destino dell’uomo è segnato. Anche la terra sembra saperlo. Si apre, poi mastica e inghiotte, affamata. Tempi di guerra, di carestie e vendetta. Non c’è scampo agli attentati che si susseguono in città né rimedio ai fondamentalismi verso i diversi, non c’è salvezza dalle nubi tossiche né speranza nella misericordia umana. C’è solo una possibilità. È scritta nel vento. E porta un nome: Maria.
La riscossa degli ultimi parte da una Sardegna infetta, un’isola/mondo in cui i cani governano e un pescatore affetto dal morbo guida un’orda stracciata verso la terra promessa. Leggere Grande Nudo è come guardarsi in uno specchio deformante, capace di restituirci l’immagine di una nudità primordiale, che stordisce. L’ultimo romanzo della “Trilogia del Vento” del sardo Gianni Tetti. La narrazione di un’umanità senza scampo, preda di se stessa.
collana IENA
Franz Krauspenhaar
“Con Krauspenhaar non siamo nella narrativa da intrattenimento, ma nella letteratura che si fonde con la poesia. È un libro da abbracciare oltre che da leggere. Leggetelo e abbracciatelo. Per conoscere anche voi, davvero, cosa sono i grandi momenti” (Gian Paolo Serino su SATISFICTION)
Un inno alla vita, tra fiction e realtà. Il romanzo più disperato e divertito di Franz Krauspenhaar, pericolosamente in bilico tra il coronarico e l’esoterico.
Leggi di piùFranco Scelsit, cinquantenne, vizioso e appassionato di bolidi anni ’60 – che compra e distrugge in lisergiche scorribande notturne – è convinto di essere uno scrittore dal talento incompreso. Il riconoscimento economico arriva quando, sotto pseudonimo, crea il personaggio di Stan Dolero e comincia a pubblicare thriller di bassa lega che affollano gli autogrill dell’intera Penisola. Potrebbe finalmente scappare da Milano, da una madre apprensiva e dal fratello saggio e alienato con cui vive, ma un infarto arriva a stravolgere ogni piano. Da un ospedale di periferia, Franco si trova a dover ripensare la propria vita. A fargli da spalla, un agguerrito gruppo di infartuati di diversa età ed estrazione sociale con cui instaura un rapporto di cameratismo ed accettazione della transitorietà umana. Perentorio, affermativo, senza mezze misure, un romanzo che misura un tempo nuovo, inseguendo un padre travestito da lepre.
collana IENA
Roberto Anzellotti
Una guida pratica al vivere laico, un manuale per muoversi e destreggiarsi tra i paradossi e le contraddizioni di uno stato che si dice laico ma che di fatto non è. L’otto per mille, il divorzio, l’aborto e le cellule staminali, il testamento biologico, lo sbattezzo e i matrimoni misti, Leggi di più
Guida alla vita laica ripudia ogni forma di indottrinamento e non mira a fare proseliti. È un libro che ha uno scopo sociale ed è indirizzato a coloro che rivendicano il diritto costituzionale di vivere in uno stato laico.
collana i NEI
Gianni Tetti
Uno straniero segue un altro straniero, pensa che il dado gira e parla, e quando il dado dice una cosa è quella. Un ramo sbatte contro il vetro di una finestra, sta comunicando qualcosa, forse in codice morse.
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Questi alcuni elementi degli undici racconti che compongono I cani là fuori. Undici storie che sono ognuna prologo ed epilogo di una stessa trama, di una visione che abbraccia e mastica tutto. Non una semplice raccolta di racconti ma un disegno più ampio dove Gianni Tetti dà voce ad una fame impossibile da saziare.
collana IENA
Rossella Sorbara
Romanzo secondo classificato al “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2025
Un esordio illuminato e travolgente.
Una storia che parla di ostinazione, di libertà, e di quanto sia immensa e spaventosa la vita, soprattutto se sei un’adolescente costretta in un paese che ti opprime e vivi un rapporto tormentato con tua madre.
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Se devi piangere ‒ ed è una cosa che può capitare a tutti, anche a una come Nico ‒ allora meglio farlo nei cessi, che lì non ti vede nessuno.
E se c’è una cosa che fa piangere Nico è quella lì, la donna con cui vive e che dice di essere sua madre. Ma qualcosa non torna, perché quella lì prima le voleva bene e dopo, all’improvviso, ha iniziato a trattarla male.
Quando poi in paese arriva il circo, con loro c’è una donna. Nico non ha dubbi, è lei la sua vera madre, l’hanno rapita e sostituita, e ora vuole scappare con lei, conoscere la verità. La verità sui suoi tredici anni, sui suoi amici, sul posto in cui vive.
Certo, c’è Cosimo, il suo migliore amico, per lui si taglierebbe un braccio, e c’è Angelina, la sorella di Cosimo, che studia filosofia nella grande Torino e canta Leonard Cohen e i Velvet Underground, ma come convincerli che la donna tra le roulotte del circo è la sua vera madre?
COLLANA DRYSilvia Cossu
“Silvia Cossu punta in alto, con i tempi e i modi di un racconto che, come un piccolo giallo dell’anima, con grande sapienza costruttiva, avvicina ad una più profonda domanda di senso. Quasi un viaggio iniziatico”
(Renato Minore)
Una scrittrice mette al servizio degli altri il proprio talento. Scrive biografie per personaggi caduti in malora che vogliono raccontare la propria esistenza sotto una luce diversa.
“È vero che sfrutto la vanità altrui, ma il risultato produce un conforto duraturo: la vanità è il motore morale del nostro tempo, la sua etica privata.”
Viene ingaggiata da un uomo al culmine dell’ascesa sociale e professionale, un luminare che ha rivoluzionato il mondo della psichiatria e che, a differenza dei soliti committenti, non le chiede di magnificare la storia della sua vita, quanto di raccontare la verità che l’attraversa.
Il Confine è il corpo a corpo di una donna nell’ombra con un uomo di fama internazionale la cui figura, incontro dopo incontro, diventa sempre più inafferrabile; è la discesa in un mondo rarefatto e conturbante in cui le certezze si sgretolano; un disegno dove le identità e le fragilità si sovrappongono, quasi a sostituirsi.
collana IENA
Nicola Lucchi
Romanzo Vincitore del “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2025
La prosa di Lucchi è densa, ha il ritmo quasi biblico di una fiaba nera. Una vendetta che affonda le radici nel periodo più oscuro della storia italiana e si tinge di thriller.
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Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele. Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione. È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo. “La strega del villaggio”, così la chiamano. Nelle parole della donna, la storia della sua famiglia si mescola a quella della comunità in cui vive – ed è una storia di povertà, esclusione e violenza. Ma è anche la storia dell’amore che lega un figlio e sua madre. Di cosa può diventare l’amore se affonda le radici nella solitudine e nel dolore.
Il giardino dei fiori infelici è un romanzo sulla colpa, sulle conseguenze del silenzio, sull’orrore che germoglia da altro orrore.
Un’opera gotica misteriosa. Il racconto di un mondo in cui la disperazione non risparmia nessuno: perché anche le vittime, in una remota vallata alpina, possono diventare carnefici.
collana IENA
Paolo Zardi
Qual è il giorno in cui siamo diventati umani? Quale l’attimo in cui questa vitale e spossante consapevolezza ci ha invaso? Questa la domanda che Paolo Zardi fa al lettore. Ma prima lo chiede ai personaggi che animano queste pagine.
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Un padre che cova l’insopprimibile desiderio che sua figlia non somigli alla madre; una moglie che nell’istante assoluto del pentimento capisce che tradirà ancora; un vecchio che ad ogni compleanno avverte quanto sia difficile morire; una vedova all’ossessiva ricerca di un’alternativa ai ricordi; una dottoressa che, per un momento, vede nel corpo attraente di un paziente la giovinezza che avrebbe avuto suo figlio. Creature sospese tra l’amore e il dolore, tra desiderio e paura, tra la vergogna e la grazia. La delicatezza dei corpi, la labilità delle intenzioni, la precarietà di ogni condizione umana sono i punti focali attorno ai quali i personaggi di questi racconti si muovono, combattono, vivono, fotografati tutti nella loro abbagliante purezza. Con Il giorno che diventammo umani, Paolo Zardi continua il discorso iniziato con Antropometria (Neo Edizioni, 2010) dimostrando quanto il suo rigore stilistico, la sua semplice e inesorabile lucidità siano perfetti per narrare la complessità dei rapporti. Ancora sceglie la forma racconto che nelle sue mani diventa strumento necessario per poter narrare e far deflagrare il più grande di tutti i misteri: l’uomo.
Perché, in fondo, cosa ci rende più umani della nostra fragilità?
collana IENA
Enrico Macioci
Mistero, qualcosa di oscuro, inafferrabile eppure tremendamente familiare.
Una sensazione che provoca spaesamento, un turbamento dai contorni sfuggenti, il germe dell’arcano che seduce e affascina:
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questo è il perturbante. Non aggettivo, ma sostantivo, quasi fosse un’entità, una presenza.
Dieci storie, ognuna delle quali cerca di afferrarne le possibili forme, prova a raccontarne gli improvvisi svelamenti.
Una riunione di condominio è la scena, non di un crimine, ma della fine del mondo; una donna racconta del suo essere madre e il ricordo porta a un omicidio; marito e moglie fanno la solita passeggiata in montagna ma stavolta c’è qualcosa o qualcuno insieme a loro; una coppia di ospiti convive con un odore nauseabondo mentre il padrone di casa che li ospita è partito alla ricerca della propria compagna; un uomo è svegliato nel bel mezzo di una notte estiva, in strada qualcuno sta giocando a tennis, il poc, poc, poc della pallina è il richiamo verso l’ignoto.
C’è poi chi dà un nome all’ignoto, è uno dei protagonisti, lo chiama “il grande buio”, dice che avvolge e permea il nostro mondo. E quando affiora, inghiotte.
collana IENA
Jean-Baptiste Del Amo
Paragonato a scrittori del calibro di Balzac, Flaubert, Suskind, Jean-Baptiste Del Amo narra della verità dei corpi e delle menzogne fondatrici delle famiglie. Il sale racconta di un’unica giornata della vita di Louise e dei suoi tre figli, Jonas, Albin e Fanny. Vite legate e corrose dalla salsedine portata dal mare della cittadina francese di Sète.
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Col pretesto di una cena, l’anziana madre decide di riunire i figli, ormai adulti e lontani, nella casa paterna. Sembra una tranquilla occasione per rivedersi, ma l’attesa dell’incontro assume per ognuno le forme di un confronto definitivo. Il ciclo di un giorno si dilata nelle voci e nei ricordi dei protagonisti, fino a raggiungere la consistenza e la sostanza di intere esistenze. Ciascuno sprofonderà nel proprio passato e nei ricordi di una storia familiare problematica e misteriosa. A far da sfondo, la figura del padre, ormai morto, eppure personaggio centrale, ancora capace di proiettare la sua ombra sulla vita di tutti. Con una scrittura sensuale e materica, Jean-Baptiste Del Amo esplora temi essenziali come la morte, l’identità, il corpo e la malattia, la sessualità e l’omosessualità, la forza annichilente della memoria. Un’opera tanto giovane quanto impressionante che ha già la potenza di un classico.
Traduzione di Sabrina Campolongo
collana POTLACH
Francesco Prosdocimi
Il racconto di un legame disarmante nella sua forza e nella sua tenerezza. La ricerca ostinata di un nuovo inizio.
Leggi di piùÈ ancora buio, Pietro ha appena caricato la Yaris del padre. Aspetta suo fratello Gio che, ancora assonnato, stringe la scacchiera avuta in regalo dai loro genitori.
«Dove andiamo?» chiede Gio.
«Lontano da qui» risponde Pietro.
Li attende una piccola casa in un paese di montagna: il luogo che Pietro ha scelto per portare via suo fratello dal dolore e dai ricordi, dalla vita che avevano prima che un incidente stradale li rendesse orfani.
Non lontano scorre un torrente, più in là vive un uomo taciturno, c’è la nuova scuola, la squadra di calcio, una piccola comunità e i boschi che la cingono. E c’è Pietro, soltanto ventitré anni, che risponde alle domande del fratello che ne ha dodici.
Francesco Prosdocimi esordisce con una scrittura che lascia cadere ogni orpello, punta al cuore delle parole, all’essenzialità dei dialoghi.
COLLANA DRY