Yasmina Pani
Il racconto crudo, ma anche ironico, di un’esperienza di disturbo alimentare
Yasmina Pani ci consegna una confessione dura e sincera, una confessione che parla del suo corpo, delle sue ossessioni, delle sue paure.
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Nel farlo, tocca anche temi come il lavoro, la letteratura, le relazioni, l’ansia. A differenza della maggior parte delle opere che raccontano una storia simile, questo libro non offre consigli né vuole affidare messaggi di crescita e speranza al lettore: con una lingua precisa e un perfetto equilibrio formale, riporta fedelmente la verità come la vive l’autrice. In queste pagine troviamo la stessa intelligenza, lo stesso approccio diretto e non allineato, la stessa lucidità che caratterizzano ogni suo lavoro, compresi i progetti divulgativi dei suoi canali YouTube e Instagram.
youtube.com/@YasminaPani
instagram.com/yasminapani
€13,00 €12,35
Yasmina Pani è un’insegnante e divulgatrice di materie linguistiche e letterarie; al lavoro di docente privata e correttore di testi affianca la creazione di contenuti informativi. Si è occupata di linguaggio inclusivo, su cui ha scritto il libro Schwa: una soluzione senza problema (Ediuni, 2022). Tra le sue attività principali, l’informazione antisessista sulle questioni di genere.
Ha un canale YouTube e un profilo Instagram molto seguiti.
Silvia Ferreri
Finalista “Premio Strega 2018”
Un racconto di due donne, madre e figlia. Un romanzo dolorosamente sincero. Una pagina inedita nella narrativa italiana.
Una madre parla alla figlia tra le mura di una clinica serba. Al di là di una porta stanno preparando la sala operatoria. Eva ha appena compiuto diciotto anni e da quando è nata aspetta questo momento.
Vuole cambiare sesso sottoponendosi all’intervento che la renderà come si è sempre sentita: uomo.
Sua madre le parla col corpo, perché è il corpo ad essere sbagliato, ingannevole, traditore, un corpo come il suo che la natura stessa vuole negare. In un dialogo senza risposte, sospeso tra l’immaginato e il reale, la madre racconta la loro vita fino a quel momento, ne ripercorre i sentieri come muovendosi in una terra straniera. La sua voce è concreta, toccante, vivida e parla di una lotta che non ha vincitori né vinti, per cui non esiste resa, in cui la forma più pura dell’amore diventa bifronte e feroce.
«Una storia commovente, piena di dolore ma anche di gioia, proprio come la vita» (Michela Marzano)
Il romanzo è stato tradotto in Cina da Hunan Literature and Art Publishing House, in Francia da Éditions Hervé Chopin, in Serbia da Dokaz izdavaštvo, in Argentina e Cile da Edicola Ediciones.
collana IENA
Cătălin Pavel
Traduzione di Bruno Mazzoni
Prefazione di Gigi Spina
“La passeggiata archeologica proposta nel volume tiene col fiato sospeso il lettore […] Un tocco magistrale.” (dalla prefazione di Gigi Spina)
Bestseller in Romania, L’archeologia dell’amore indaga codici genetici, iscrizioni, mitologie, minuscoli resti e grandi monumenti per raccontare, poeticamente e scientificamente, come l’essere umano ha amato nel tempo e nello spazio.
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Archeologo, studioso dell’antichità e divulgatore scientifico romeno, Cătălin Pavel racconta l’amore, le relazioni e gli affetti a partire dalle tracce che si sono lasciati alle spalle: dai resti archeologici della preistoria (un ipotetico incontro tra sapiens e neanderthal) fino ai reperti di inizio ‘900. Usa l’amore per portarci nell’indagine tipica dell’archeologia, alternando all’approccio scientifico riflessioni personali. La scrittura raffinata che accompagna il metodo induttivo-deduttivo proprio di ogni scienza è una boccata d’aria fresca per la mente del lettore. Un libro di grande eleganza, acume e, soprattutto, ironia.
Le parole dell’autore: “Ciò che potremmo fare è ricostruire i nostri sentimenti partendo dai resti del passato. Nella preistoria, dove mancano fonti scritte, l’archeologia è l’unico modo – buono o cattivo che sia – per capire cosa accade ad una coppia. In quale altro modo possiamo scoprire quanto ci sia vicino un anonimo abbraccio dell’Età del Ferro? I casi di studio proposti mostrano che anche gli oggetti – e le ossa – per quanto frammentari, dicono qualcosa che i testi sull’amore non potranno mai dire. Dalle tombe di Adamo ed Eva a quelle dei soldati della Prima guerra mondiale, dal papiro orfico di Mangalia alle iscrizioni in un lupanare pompeiano, il lettore è invitato a partecipare a un insolito esperimento tra le dinamiche storiografiche dell’amore”.
collana POTLACH
Caterina Perali
Come arcipelaghi tiene insieme la cifra del romanzo e il racconto preciso di un percorso che la medicina oggi può offrire a chiunque voglia avere figli.
L’acutezza della scrittura si sposa a una voce esuberante con cui Caterina Perali narra di strade che sanno essere luminose
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Jean, che dice di avere la nonna marsigliese, vive in un condominio di ringhiera a Milano. Cura una rubrica molto seguita di “Sostegno Generico” su Instagram. Ha 40 anni, lavora da casa e una mattina sente gridare dal ballatoio: «Mi basta il suo sperma!»
È così che conosce Chiara, la nuova inquilina, single e decisa a diventare madre, in Spagna, perché in Italia a lei non è concesso. L’incontro per Jean è detonante: da un lato la scoperta di un mondo taciuto, dall’altro uno sguardo nuovo su tutto ciò che la circonda, compresa la relazione con Carlo che da anni vive serenamente a distanza.
E mentre una costellazione di affetti si costruisce attorno alle due donne, in un andare tra Milano e Valencia, Jean si interroga sul presente sospeso di un’intera generazione, sul concetto di genitorialità, su come certe convinzioni possano rinnovarsi.
COLLANA DRY