Placido Di Stefano
Romanzo terzo classificato al “Premio Nazionale di Narrativa” Neo Edizioni – 2024
Il racconto spietato di cosa significhi diventare adulti crescendo ai margini del mondo contemporaneo.
Uno spaccato tenero e raggelante sull’adolescenza di oggi.
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Un romanzo dal ritmo serrato, una storia di ossessioni e dubbi sulla propria identità, narrato con una voce cucita alla perfezione su un personaggio pulsante, credibile, contraddittorio. Un romanzo che è anche una dichiarazione d’amore per la settima arte, in un gioco costante di rimandi e citazioni quando il cinema, per questi giovani protagonisti, diventa uno strumento per interpretare la loro stessa realtà.
collana IENA
€17,00 €16,15
Placido Di Stefano nasce a Messina nel 1970 e vive a Vanzago (MI). Si diploma in scrittura drammaturgica presso la Scuola d’Arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Suoi racconti sono stati vincitori e finalisti di diversi premi, e pubblicati su riviste letterarie e antologie, spesso sotto lo pseudonimo di Dino Campari. Il suo primo romanzo Amami (peQuod, 2006) è stato finalista da inedito al “Premio Calvino” (2004) e al “Premio Carver” (2008); ha pubblicato il romanzo L’Antibagno (Italic-peQuod, 2015) finalista al “Premio Nabokov” (2015) e al “Premio Zeno” (2019). È stato finalista con altri due romanzi, per ora inediti, in altri premi nazionali, tra cui il “Premio Inedito Colline di Torino” (2022) con il romanzo Teoria della violenza.
GAP – Grottesco Adolescenziale Periferico è stato finalista da inedito col titolo Fermata Inganni al Premio “Midnight Dream” (2022) in collaborazione con il “San Benedetto International Film Festival” e al “Premio Zeno” (2024), ed è stato finalista del “Premio Nazionale di Narrativa – Neo Edizioni 2024”
Nicola Pezzoli
Sullo sfondo di una Milano straniera e misteriosa, Nicola Pezzoli scrive il suo romanzo più dissennato, struggente e scandaloso, prendendo a piene mani dal nucleo tragicomico della vita.
Leggi di piùMailand è Milano in tedesco. A chiamarla così è Konrad, incarnazione ventenne del giovane Corradino. Si è appena iscritto all’Università e trasferito in città dalla provincia. Divide una tripla sui Navigli con due amici, coalizzati contro una padrona di casa sciatta, avida e ficcanaso – “un ciabattoso coacervo di cattive abitudini”. Gli basterà poco per pentirsi degli studi scelti, ma la vita del fuori sede non ammette ripensamenti: è un continuo incagliarsi, commovente e esilarante, tra sogni inseguiti, estenuanti partite a Risiko, improbabili lavori part-time e la scoperta di una sessualità multipla e incerta.
Konrad ci prova, attraversa linee d’ombra non solo esistenziali, accompagnato da una madre apprensiva, una nonna vendicativa e un affabile datore di lavoro, sosia dello scrittore Romain Gary, che gli proporrà di scrivere “biglietti di suicidio” a pagamento. Dopo Quattro soli a motore (la Campagna) e Chiudi gli occhi e guarda (il Mare), Mailand (la Città) chiude la trilogia pezzoliana sul romanzo di formazione.
COLLANA DRY
Jean-Baptiste Del Amo
Paragonato a scrittori del calibro di Balzac, Flaubert, Suskind, Jean-Baptiste Del Amo narra della verità dei corpi e delle menzogne fondatrici delle famiglie. Il sale racconta di un’unica giornata della vita di Louise e dei suoi tre figli, Jonas, Albin e Fanny. Vite legate e corrose dalla salsedine portata dal mare della cittadina francese di Sète.
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Col pretesto di una cena, l’anziana madre decide di riunire i figli, ormai adulti e lontani, nella casa paterna. Sembra una tranquilla occasione per rivedersi, ma l’attesa dell’incontro assume per ognuno le forme di un confronto definitivo. Il ciclo di un giorno si dilata nelle voci e nei ricordi dei protagonisti, fino a raggiungere la consistenza e la sostanza di intere esistenze. Ciascuno sprofonderà nel proprio passato e nei ricordi di una storia familiare problematica e misteriosa. A far da sfondo, la figura del padre, ormai morto, eppure personaggio centrale, ancora capace di proiettare la sua ombra sulla vita di tutti. Con una scrittura sensuale e materica, Jean-Baptiste Del Amo esplora temi essenziali come la morte, l’identità, il corpo e la malattia, la sessualità e l’omosessualità, la forza annichilente della memoria. Un’opera tanto giovane quanto impressionante che ha già la potenza di un classico.
Traduzione di Sabrina Campolongo
collana POTLACH
Francesco Prosdocimi
Il racconto di un legame disarmante nella sua forza e nella sua tenerezza. La ricerca ostinata di un nuovo inizio.
Leggi di piùÈ ancora buio, Pietro ha appena caricato la Yaris del padre. Aspetta suo fratello Gio che, ancora assonnato, stringe la scacchiera avuta in regalo dai loro genitori.
«Dove andiamo?» chiede Gio.
«Lontano da qui» risponde Pietro.
Li attende una piccola casa in un paese di montagna: il luogo che Pietro ha scelto per portare via suo fratello dal dolore e dai ricordi, dalla vita che avevano prima che un incidente stradale li rendesse orfani.
Non lontano scorre un torrente, più in là vive un uomo taciturno, c’è la nuova scuola, la squadra di calcio, una piccola comunità e i boschi che la cingono. E c’è Pietro, soltanto ventitré anni, che risponde alle domande del fratello che ne ha dodici.
Francesco Prosdocimi esordisce con una scrittura che lascia cadere ogni orpello, punta al cuore delle parole, all’essenzialità dei dialoghi.
COLLANA DRY