La crisi storica (e persona le) nel «XXI secolo» – di Marco Drago
Perché il padovano Paolo Zardi pubblica solo per piccoli editori? Perché il suo nome emerge raramente, quando si millanta di redigere le mappe della narrativa italiana contemporanea?
Alla prima domanda esiste una risposta, ed è una risposta molto semplice, quasi disarmante: «Perché a Paolo Zar di piace così».
Alla seconda non esiste risposta soddisfacente, anzi, forse una c’è: «Perché i critici dormono».
Stiamo parlando di uno scrittore «titolare» ormai di un buon numero di Iibri che brillano di una grazia senza sbavature, ne parlammo già mesi fa per il suo Signor Bovary. Questo nuovo romanzo ,XXI secolo, se le cose dovessero per sbaglio andare come dovrebbero, sarà la sua consacrazione.
Paolo Zardi ci porta appunto nel XXI secolo avanzato. La crisi non si è attenuata, anzi. La ricchezza, impariamo gradualmente, si è definitivamente spostata verso est e verso sud. L’Europa è un’ ex potenza ed è paragonata a una vecchia col plaid sulle ginocchia che osserva attonita lo sfacelo della sua casa cadente. La vicenda minima invece ci porta in una famiglia. Una coppia e un bambino.
Lei, Eleonore, austriaca emigrata tanti anni prima in Italia, viene colpita da un ictus e finisce in coma. Il marito, un venditore di depuratori per l’acqua, subisce il colpo senza fiatare ma di fatto abbandona il figlio a casa della vecchia genitrice e comincia a passare le notti nello squallido hotel di fronte all’ ospedale dove la moglie è destinata a rimanere a lungo. Durante una delle rare incursioni nel suo appartamento, scopre alcune cose sconvolgenti sulla condotta di Eleonore e decide di indagare attraverso la strana rete di conoscenze elettroniche che la donna aveva intrecciato. Mentre il mondo esterno continua la sua agonia a colpi di blackout improvvisi e conseguenti saccheggi, il mondo interiore dell’uomo, fino a quel momento tenuto in piedi a fatica dall’amore per la famiglia e da uno strano ottimismo «tipico degli idioti», comincia a subire lo stesso destino.
Paolo Zardi di lavoro non fa lo scrittore ma scrive mille volte meglio di certi suoi colleghi a tempo pieno. XXI secolo è un romanzo che usa le armi della precisione, della misura e della piena comprensibilità. Concorrerà al Premio Strega 2015 grazie a Giancarlo De Cataldo e a Valeria Parrella.