Premio Strega. Da Nocera Inferiore all’elite letteraria. Il sogno di Coscioni – di Fiorella Loffredo
Si è brindato fino a tarda notte, l’altro ieri, in casa Neo. E non poteva essere altrimenti. A Castel di Sangro, nella sede della piccola casa editrice indipendente creata sette anni fa da Francesco Coscioni, 41 enne originario di Nocera Inferiore, e da Angelo Biasella, la notizia di essere riusciti a rientrare con il loro scrittore di punta, il veneto Paolo Zardi autore di XXI Secolo, tra i finalisti del Premio Strega, è stata un’epifania di gioia e soddisfazione e come tale è stata festeggiata, a suon di vino bianco: “Una falanghina che ho portato io da giù – racconta Coscioni a poche ore dall’avvio ufficiale della corsa verso il premio letterario più ambito d’Italia – per avere il contatto con la mia terra, che col sangue della tua terra senti meglio le cose, però si deve raffreddare, l’abbiamo messo nel freezer, che fa prima”.
È bello immaginare un giovane e mingherlino Davide con un calice in mano mentre attende, beffardo, di scontrarsi con un Golia alto e borioso, nella prossima sfida del 10 giugno, quando verrà comunicata la cinquina che arriverà alla finale del 2 luglio. Sarà difficile, ma Francesco, Angelo e, ovviamente, Paolo, la loro battaglia l’hanno già vinta: “Se si guarda ai 12 finalisti, noi siamo piccoli, una macchia, una goccia di vino sulla tavola dell’editoria nazionale, quella con la tovaglia buona e le posate d’argento, e chi ha versato, chi ha macchiato la tovaglia, è uno scrittore bravissimo con cui tutti dovrebbero brindare, sorseggiando il vino che ha vendemmiato, perché è un vino che riempie e macchia, che non va via tanto facilmente, lo bevi e ti racconta quel che sei e dove vivi, e ti dice che sei umano e nonostante tutto sei un essere complesso e meraviglioso”.
Lui, il vinaiolo, si chiama Paolo Zardi, è veneto, “ha scritto diversi libri, mica uno – continua orgoglioso l’editore – e questo XXI Secolo è un romanzo che può cambiare le cose e l’abbiamo pubblicato noi, la Neo Edizioni”.
Neo, come quelli sulla pelle “perchè la pelle, il corpo – è un fiume in piena Coscioni che non riesce a contenere il suo entusiasmo – sono importanti, parte tutto da là, da quello che senti e solo dopo ci pensi, e così abbiamo pubblicato soltanto libri che sentivamo, non molti, 26, solo quelli che sentivamo potessero incidere, lasciare un segno in chi li avrebbe letti e li leggerà, con l’ostinazione di un artigiano che lavora su quello in cui crede, con pazienza, meticolosità, fatica, come se ogni singolo manufatto fosse la propaggine di un’idea precisa, di un sogno, capace di trasmettere al lettore la visione e il sentire di uno scrittore e del suo editore, e se ci penso ho le vertigini perché questo, il Premio Strega, è un premio importante, forse il più importante in Italia, come Sanremo, criticato e ambito per chi come noi fa questo mestiere”.
Quando Paolo Zardi ha proposto alla Neo – che già in passato aveva pubblicato i suoi Antropometria e Il giorno che diventammo umani – il suo nuovo romanzo, gli editori, dopo averlo letto, si sono detti: “Perchè non provarci?”. La considerazione fatta da entrambi è stata la stessa: “È questo il romanzo – lo hanno detto all’unisono – Perchè è vero che siamo una goccia nell’oceano, ma abbiamo lavorato tanto, sempre fedeli alla nostra idea di letteratura, e questa è la volta buona, proviamoci”.
Così quelli della Neo hanno cooptato due Amici della Domenica: “Perchè è così che funziona – spiega Coscioni – per partecipare allo Strega è necessario che almeno due ti propongano. Noi lo abbiamo chiesto a Valeria Parrella e a Giancarlo De Cataldo, due grandi scrittori, due penne diversissime e potenti, lo abbiamo chiesto a loro di leggere XXI Secolo, di farci da padrini, eravamo timorosi, non li conoscevamo, non ci conosceva nessuno, avevamo questo romanzo e loro come punto di riferimento. A entrambi è piaciuto, e tanto, e l’hanno candidato, con parole belle, con motivazioni che ci hanno riempito di orgoglio, come un primo premio già conquistato, e ci abbiamo cominciato a credere. Lo abbiamo fatto fin dall’inizio in realtà, perchè lo spevamo di avere pubblicato un romanzo fuori dal comune, a suo modo epocale, che dove passa lascia il segno come un aratro spinto nella terra, e ora abbiamo superato anche questa selezione”.
La Neo dovrà, infatti, vedersela con Feltrinelli (Il paese dei coppoIoni di Vinicio Capossela); con Bompiani (La sposa di Mauro Covacich); con e/o (Storia della bambina perduta di Elena Ferrante); con Fandango (Final cut di Vins Gallico); con Mondadori (Chi manda le onde di Fabio Genovesi); con Einaudi (La ferocia di Nicola tagioia); con Neri Pozza (Il genio dell’abbandono di Wanda Marasco); con Manni (Se mi cerchi non ci sono di Marina Mizzau); con Guanda (Come donna innamorata di Marco Santagata); con Giunti (Via Ripetta 155 di Clara Sereni) e con Bao Publishing che con il suo Dimentica il mio nome di Zerocalcare, può essere considerato, insieme a Neo Edizioni, l’altra outsider della lista ricca di nomi altisonanti e potentissimi.
“Ci ha scelto chi non ci conosce – conclude Coscioni – chi non abbiamo nemmeno mai sentito via mail, e io sento che tutta questa bellezza sconosciuta, questo sudore, questa ostinazione, abbia molto a che fare con le mie radici, con la terra da cui vengo, perchè è una terra abituata a lavorare nel silenzio e proprio per questo capace di emettere, al momento giusto, un urlo che soltanto i sordi non possono, o non vogliono, sentire”.