Sipario. Gennaio 2009. “E morirono tutti felici e contenti”.

E morirono tutti felici e contenti.
Sulmona
Presso la libreria Susilibri
Fiabe non più Fiabe AA.W
A cura di Massimo Avenali

E morirono tutti felici e contenti è una raccolta di fiabe capovolte, di fiabe che non sono più fiabe, di fiabe che non possono più esserlo. 18 autori, 18 racconti, per un’opera corale dissacrante, ora amara ora esilarante, tesa a definire un nuovo immaginario. Sono le fiabe che tutti conosciamo, interpretate e riscritte a partire da uno sguardo nuovo, da una memoria nuova. Una memoria che va costruendosi sotto i nostri occhi e che modella un nuovo immaginario dove lo Piccola fiammiferaia è una prostituta grassa e indifeso, dove Cenerentola è un’adolescente smarrita in una Milano assopita nel caldo estivo, dove Aladino diventa “il genio dei disperati”, dove Pollicino è lo vittima di un sistema che vorrebbe dimenticarlo.


“E morirono tutti felici e contenti è questo”: una raccolta di fiabe moderne, di racconti che vanno oltre i titoli caldi e familiari che li hanno ispirati. Racconti ironici, sarcastici, grotteschi, dolorosi, amari, esilaranti. Racconti che dissacrano passato presente e futuro e che portano a paradossi inattesi. Racconti che inducono a contrarsi amaramente sfoggiando un radioso sorriso sulle labbra.
Dimenticate le fiabe che conoscete. Qui non c’è più posto. E’ finito il tempo di dirsi storie, di raccontarsi favole.

Gli Autori dell’antologia: Roberto Di Egidio, Carlo Calcaterra, Mario Rossi, Carla D’Alessio, Giovanni Di lacovoMatteo Forte, Stefano Tanturri, Nicola Manuppelli, Gianni Solla, Angela Buccella, Gianni Tetti, Antonio PizzolaEvo Pallotto, Alessandro Petrini, Srecko Jurisic, Angelo Scimmia, Francesca Andriani, Dario Falconi.

Intervista a Francesco Coscioni e Angelantanio Biasella

Come è nata lo casa editrice?
La casa editrice nasce nel giugno del 2007 dall’incontro tra Francesco Coscioni e Angelantonio Biasella. Il primo esperto di marketing e comunicazione; l’altro giornalista con velleità letterarie e trascorsi nell’editoria. L’abbiamo fondata per riabbracciare, dopo diverse esperienze lavorative, quella che è sempre stata lo nostra passione: l’oggetto libro. Chiaramente il tutto è stato preceduto da lunghe riflessioni soprattutto per quel che concerne lo linea editoriale da darsi, dunque lo necessaria riconoscibilità per poter emergere in uno scenario editoriale, quello italiano, dominato per il 60% circa dai grandi gruppi, e per il restante 40% da un gran numero di piccoli e medi editori. Lo scopo dell’intero progetto editoriale è dunque quello di dimostrare lo possibilità di un’alternativa alla produzione letteraria convenzionale. Un’alternativa capace di maturare una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Un’alternativa che trascenda le anguste leggi di mercato e che si riservi l’opportunità di osare incondizionatamente.

Come si finanzia? le vendite dei libri mai ripagano lo spesa dell’editore (tolti i best seller, chiaramente)
Siamo per l’editoria pura. Non chiediamo dunque alcun tipo di contributo ai nostri autori. Finanziamo di tasca nostra tutto ciò che concerne lo pubblicazione del titolo e lo sua successiva promozione. Scommettiamo sui titoli in cui crediamo e supportiamo i nostri autori durante tutta lo filiera libraria. In questo senso l’attività abbraccia un’idea di imprenditorialità genuina, dunque rischiosa. Con un’accurata analisi del mercato e del target cui indirizziamo le nostre scelte editoriali, siamo in grado di non esporci in maniera critica, di stabilire il numero di copie da pubblicare per ogni titolo e di individuare gli spazi di mercato adatti al nostro prodotto. Non facciamo concorrenza alle major, non avrebbe senso. Inutile confrontarsi con chi ha una capacità di fuoco spropositatamente superiore alla nostra. Cerchiamo di muoverci lungo linee più sotterranee, meno battute, in questo il web 2.0 offre grandi possibilità. Fermo restando lo grande importanza che diamo alle presentazioni, dunque al confronto diretto tra i nostri libri ed i possibili lettori. Cerchiamo un gruppo di lettori che si appassioni alla nostra filosofia e al nostro modo di intendere lo letteratura.

Voi due siete di Castel di Sangro o c’è un altro motivo per il quale lo sede si trova lì?
La sede operativa è a Castel di Sangro, a metà strada tra Roma, Napoli e Pescara. Un invito a rivalutare tutto ciò che è periferico e un modo per dimostrare lo possibilità di esistere e contare anche essendo fuori dai centri nevralgici dell’editoria italiana. L’obiettivo, neanche troppo celato, è quello di contribuire ad una decentralizzazione culturale in generale, porsi come antidoto alla fagocitazione operata da quei tre o quattro capoluoghi culturali che secondo molti dovrebbero rappresentare l’Italia intera. Siamo convinti che lo creatività, lo qualità e l’entusiasmo della nuova narrativa italiana siano liberi da ogni limite spaziale.

Come vedete e come vivete la realtà di Castel di Sangro: me ne parlate?
Castel di Sangro è una comoda alcova. La comunità è molto ricettiva e si appassiona alle nuove iniziative culturali. Qui anche una cosa piccola diventa evento. C’è fame di cose nuove. L’entusiasmo ed il calore delle persone che vivono qui ci permette di sognare, di restare fermi sulle nostre idee. Altra cosa che stiamo notando è che per quanto lo stare fuori dai centri nevralgici può rappresentare per noi una difficoltà (vedi contatti con giornalisti, editori, scrittori, critici, ma anche una certa macchinosità per tutto ciò che concerne i servizi, vedi tipografie, servizi postali, ecc.) questo stesso stare fuori ci tiene lontani da mode e quant’altro, riuscendo così a mantenere viva e solida quella che è lo nostra visione. Inoltre, come già detto, lo posizione strategica di Castel di Sangro, ci permette, in breve, di toccare Roma, Napoli e Pescara per mantenere quei contatti e rapporti necessari al nostro lavoro.

Aspettative?
Abbiamo un piano editoriale che copre tutto l’arco del 2009. Entro la fine dell’anno abbiamo intenzione di uscire con almeno altri 7 titoli che si andranno ad affiancare alla nostra prima antologia intitolata “E morirono tutti felici e contenti”. Una raccolta di fiabe riviste in chiave moderna che sta già riscuotendo un buon successo di vendite e di critica. Si tratta di una risposta che riusciamo a toccare con mano, direttamente, visto che molto del lavoro che stiamo facendo si muove attraverso presentazioni nelle varie città. La nostra speranza è di vivere dei e nei libri e riuscire, nel tempo, a proporre titoli che soddisfino noi e i lettori che ci seguono.

Linea editoriale?
Per concludere, vorremmo dare un accenno alla nostra linea editoriale per esporre meglio lo nostra filosofia e lo letteratura che vogliamo pubblicare. La nostra linea propone e si propone testi caustici, sarcastici, ironici, turbativi, concettualmente forti e scomodi, deliranti nel contenuto ma non nella forma, capaci di insinuarsi nell’epidermide della cultura e della società attraverso sguardi inattesi, poco considerati. In questo senso lo Neo edizioni è aperta alla narrativa, alla saggistica, alla poesia, al fumetto, ad un’illuminante contaminazione di queste. Miriamo a proporre lavori insoliti, che abbiano in sé una marcata nota di originalità ma che dimostrino una grande competenza narrativa. I nostri autori non hanno limite di età, di nazionalità né di sconsideratezza.
Il nostro proposito è fare della Neo Edizioni un neo del mondo editoriale italiano.

NEO Edizioni s.n.c.
Via Volturno n° 2 Castel di Sangro (AQ) info@neoedizioni.it
“Cerchiamo opere viscerali, amorali, irriverenti, dissacranti. La Neo Edizioni nasce dall’incontro di Francesco Coscioni e Angelantonio Biasella, incontro che c’ero già stato alla nascita visto che siamo coetanei e cugini di sangue. L’incontro è tale perché dopo diverse esperienze lavorative, chi nel marketing e nella comunicazione, chi nel giornalismo e nel mondo editoriale, e diverse dimore lungo l’intero stivale, entrambi decidiamo di fare quello che più ci piace: vivere dei e nei libri.
La Neo si dà come vessillo da innalzare il neo, appunto, con tutte le derive che do esso possono scaturire: macchia epidermica, tumore in nuce, simbolo di fascino o di bruttezza, elemento nuovo, inatteso, fattore che altera e destabilizza. Insomma il proposito è di fare della Neo un neo del mondo editoriale.
Siamo dell’idea che dietro ogni opera ci sia lo voglia di dire, di raccontare, e, ancora prima, la voglio di pensare. Da questo covo abbracceremo ogni vostro pensiero, lo valuteremo, ne sonderemo le possibilità, lo faremo nostro. Perché un testo è prima di tutto una possibilità, lo possibilità di un incontro, di una condivisone, dunque, di una divulgazione.”

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