Il Giornalista. 27/01/2008. “Per scrittori che osano”.

Per scrittori che osano. Una casa editrice di provincia che non ha paura di rischiare – di Fiorella Loffredo

“E se fosse lo scrittore a scegliersi l’editore e non viceversa? Se quest’ultimo si assumesse tutti i rischi economici che l’uscita di un libro comporta? Se l’editoria pura esistesse veramente, se fosse finanziata come merita, che ruolo avrebbero, nel panorama culturale italiano, tutte quelle piccole case editrici indipendenti che nascono da passioni personali e che sono poi obbligate a chiudere perché schiacciate dal mercato delle major? Queste domande Francesco Coscioni se l’è fatte per molto tempo fino a quando un giorno, sfidando i pessimismi, ha deciso di rischiare, di seguire le sue passioni fondando la Neo Edizioni. Francesco non è mai stato con le mani in mano da quando, nel 1999, si è laureato in Scienze della Comunicazione presso il nostro ateneo con il massimo dei. voti. Ha lasciato Salerno, anzi per l’esattezza Nocera Inferiore dove è cresciuto, ha girato l’Italia delle case editrici, degli studi di comunicazione e marketing in cui ha fatto buone ma non remunerative esperienze lavorative: correttore di bozze, factotum, video maker, scrittore. Ma soprattutto lettore. Prima di tutto lettore. Appassionato, critico, curioso, tanto da decidere di voler promuovere quello che ama leggere. Dalle chiacchiere al bar con gli amici, da quelle sere passate a dire “e se magari ci provassimo?’; si è passati ai fatti e nel giugno del 2007, trasferitosi stabilmente in Abruzzo, Francesco ha dato vita alla Neo Edizioni s.n.c., insieme al suo socio, Angelantonio Biasella.

Sul sito della vostra casa editrice si legge: “ne vogliamo pochi ma folli”; ma quanto folli?
A tal punto da decidere di fidarsi totalmente di noi. Cerchiamo scrittori che non abbiano paura di spingersi oltre la superficie delle storie che vogliono raccontare. Che arrivino fino in fondo. Che abbiano un loro stile, viscerale, irriverente, dissacrante. Ma consapevole, totalmente consapevole.

Cosa chiedete in cambio?
Niente. Abbiamo pieno rispetto per gli scrittori e pensiamo che gli eventuali costi di pubblicazione delle opere non debbano gravare su di loro. Non vogliamo esercitare quel ricatto economico che spesso caratterizza le grandi case editrici ammazzando cosÌ la pluralità di voci, l’originalità e la differenziazione. Per questo siamo anche molto selettivi. Una casa editrice pura investe su un autore e su un titolo tutto.

Per Daniel Pennac il lettore ha dieci imprescindibili diritti, tra cui quello di non leggere. Quali sono invece i diritti dell’editore?
Un editore, soprattutto se piccolo, ha il diritto di chiedere l’abolizione del diritto di resa da parte dei librai: il rischio deve essere ripartito tra tutti gli attori della filiera editoriale. In questo modo si permetterebbe alle piccole case editrici di non rincorrere soltanto le vendite, soltanto il best seller dalla dubbia qualità, ma di poter puntare su libri più “sperimentali” e di “cambiamento”.

Il Manifesto del Neo
“Siamo per il neo. Il segno distintivo, lo scacco all’anonimia. Per la mutazione della cellula impazzita. Per il tumore in nuce. Per il vezzo dipinto, kitsch, posticcio. Siamo per il neo. Per l’alterazione cromatica e morfologica di un pezzo di cute. Siamo per il nuovo”. www.neoedizioni.it

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