C’è una sottilissima probabilità che quando leggerete queste righe il libro che sto per segnalarvi sia diventato il best seller dell’anno e dunque tanto conosciuto da rendere il mio suggerimento del tutto inutile. Ma la probabilità è, per l’appunto, sottile: XXI SECOLO di Paolo Zardi è infatti fra i finalisti del Premio Strega (per ora della prima selezione, i 12 da cui dovrà emergere la cinquina), ma, essendo la sua casa editrice – la NEO., nientemeno che di Castel di Sangro (L’Aquila) – un’impresa piccolissima, dubito che il libro possa farcela a scalare le vette di un premio per il quale si battono con fortuna i colossi. Per questo rischia di sparire e per questo credo valga la pena di cogliere ogni occasione per avvertire che si tratta di un romanzo bellissimo. Il più bello che ho letto da tempo.
L’autore è un ingegnere padovano, credo sconosciuto non solo a me, sebbene scopra adesso che ha pubblicato altri volumi e un suo racconto è stato persino tradotto a Los Angeles, dalla rivista dell’Università di Antioch.
XXI SECOLO prefigura un Occidente desolato, impoverito, sfiancato, città ricoperte di rifiuti e detriti di antiche ricchezze, umani senza più né la voglia né la forza per riprendersi: perché – dice Zardi – avevano perduto l’abitudine a battersi. La descrizione di questo nostro possibile futuro non ha niente della fantascienza, è la cronaca asciutta di una desolazione che non stupisce, è anzi facile da riconoscere, dentro cui si snoda una tenerissima storia d’amore, il tentativo umanissimo di capire l’insondabile dell’altro, la voglia comunque di continuare a vivere e per questo proteggere i propri cari. Una storia tristissima ma, in fin dei conti, ottimista.