COMETA recensito da Simone Innocenti sul “Corriere Fiorentino”

11 ottobre, 2018

Magini e una generazione senza pudori – di Simone Innocenti

In Cometa il racconto della difficoltà di costruire solidi rapporti affettivi Raffaele ha tre regole: non lavora, non aspetta e non invecchia. Fabio invece è un programmatore che vede la sua vita attraverso il computer. Nel mezzo ci sta una storia, quella della loro amicizia, che si dipana nelle pagine di Cometa (Neo edizioni, 248 pagine, 15 euro), il romanzo di Gregorio Magini che usa una scrittura spiazzante e cruda, poetica e politicamente scorretta.

Non è alla sua prima prova narrativa, Magini, che è esponente della scena toscana letteraria da un bel po’: ha infatti già pubblicato La famigli di pietra (Round Robin). Poi, nel 2013, ha fondato e coordinato il progetto SIC Scrittura Industriale Collettiva (in tandem con Vanni Santoni), da cui è nato In territorio nemico (minimumfax).

Ma come nasce l’idea di questo romanzo, molto apprezzato dalla critica e dai lettori? «Un giorno una collaboratrice di un piccolo editore, dopo aver ascoltato una mia predica sull’importanza di Roberto Bolaño, disse: “Tutto molto bello, ma basta con questi intellettualismi, i lettori vogliono storie d’amore, passioni, pettegolezzi”. Non ero d’accordo, ma siccome volevo fare colpo su di lei, provai a buttare giù due pagine in cui raccontavo il finale di una vecchia relazione. Poi ci lasciammo, ma continuai a lavorare: volevo raccontare la difficoltà della mia generazione nel costruire solidi rapporti affettivi». Magini spiega che questo romanzo ruota attorno all’amore e all’ossessione del sesso.

Spiega anche di aver scelto la «Neo Edizioni, realtà editoriale dinamica con un catalogo di tutto rispetto, basta pensare ai titoli di Paolo Zardi. Piccoli ma combattivi, hanno portato in poco tempo tre libri al Premio Strega (per l’edizione 2018, La madre di Eva di Silvia Ferreri) e quest’anno Il sale di Jean-Baptiste Del Amo è stato scelto dai lettori di Modus Legendi. Amo lavorare con un editore indipendente, perché significa libertà e spazio alla sperimentazione».

Questo romanzo lo è. Sperimentale, e bello.