Corriere del Mezzogiorno. 03/08/2010.

Neo: storie concettualmente scomode – di Vincenzo Salerno

Un piccolo neo nel mondo dei libri. A voler giocare con le parole basterebbe forse solo questo calembour per presentare la casa editrice, mezzo campana e mezzo abruzzese, che ha fatto dell’ «imperfezione della cute» il suo “vessillo”; nel nome – Neo. Edizioni- e col marchio, un puntino nero o bianco, che compare sempre sulle copertine coloratissime e graficamente accattivanti.

Diretta da Francesco Coscioni e Angelantonio Biasella, due «cugini di sangue» poco più che trentenni, ha prodotto sei titoli in due anni di vita; “nei” spuntati tra le tre collane del catalogo: narrativa italiana (Iena), narrativa straniera (Potlatch) e poesia (Intimate). “Nei” che hanno saputo attirare la curiosità dei lettori: come «E morirono tutti felici e contenti», il primo volume pubblicato, ristampato lo scorso anno e ancora long-seller all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino. Diciotto fiabe «capovolte» raccontate da autori (alcuni dei quali campani, come Carla D’Alessio e Matteo Forte) dove succede, per esempio, che la piccola fiammiferaia si trasformi in una grassa prostituta, «una fantasia felliniana dipinta da Botero»; che Biancaneve – “Bianky” per gli amici – sia invece una drogata in dialisi; e che Alì Babà si chiami così per «demagogica solidarietà con il problema dei rifiuti napoletani».

Ma anche letteratura straniera di buon livello, se si cita «Palace of the End», prima traduzione in italiano dei monologhi ispirati alla guerra in Iraq di Judith Thompson, oggi una delle più affermate drammaturghe canadesi.

«Puntiamo su storie concetfualmente forti e scomode», spiega Francesco Coscioni, «che turbino e sappiano essere pure ironiche. Chiedendo ai nostri autori di conservare sempre il controllo della forma narrativa e la predilezione per la buona scritlura».

In catalogo una novità per ottobre: la raccolta di racconti di Paolo Zardi «Antropometria», presentato lo scorso mese in anteprima al Festival letterario « … In costiera amalfitana». Ed un progetto antologico in fieri: ancora racconti, ancora un tema turbativo: il terremoto. «Uno qualunque», aggiunge Coscioni, «Napoli, L’Aquila, Haiti, Cile, terremoti passati, o anche inventati. Detta così sembra cinico, ma non lo è».

Comments are closed.