“Come editor mi ritengo poco invasivo. Cerco di intervenire il meno possibile sui testi che seleziono. Sono dell’idea che l’autore sia l’unico depositario legittimo del proprio stile e che, per quanto io possa sforzarmi di far mio il suo registro letterario, l’autore avrà sempre diritto di prelazione nell’interpretare, al meglio, se stesso. Per questa mia forma di rispetto verso l’opera e l’autore specifici, devo essere estremamente selettivo alla base. Insomma, per non incorrere nella tentazione di manomettere un intero manoscritto devo lavorare su una materia prima di qualità. Chiaro che là dove ritengo che ci sia da intervenire… intervengo, ma lo faccio sempre in accordo con l’autore e, spesse volte, dopo lunghe ed estenuanti contrattazioni. Sono convinto che ogni pubblicazione sia il prodotto di un compromesso accettabile sia per me che per l’autore.” [leggi tutto…]