Luciana Castellina recensisce XXI SECOLO di Paolo Zardi su “Testi Infedeli”

C’è una sottilissima probabilità che quando leggerete queste righe il libro che sto per segnalarvi sia diventato il best seller dell’anno e dunque tanto conosciuto da rendere il mio suggerimento del tutto inutile. Ma la probabilità è, per l’appunto, sottile: XXI SECOLO di Paolo Zardi è infatti fra i finalisti del Premio Strega (per ora della prima selezione, i 12 da cui dovrà emergere la cinquina), ma, essendo la sua casa editrice – la NEO., nientemeno che di Castel di Sangro (L’Aquila) – un’impresa piccolissima, dubito che il libro possa farcela a scalare le vette di un premio per il quale si battono con fortuna i colossi. Per questo rischia di sparire e per questo credo valga la pena di cogliere ogni occasione per avvertire che si tratta di un romanzo bellissimo. Il più bello che ho letto da tempo.
L’autore è un ingegnere padovano, credo sconosciuto non solo a me, sebbene scopra adesso che ha pubblicato altri volumi e un suo racconto è stato persino tradotto a Los Angeles, dalla rivista dell’Università di Antioch.
XXI SECOLO prefigura un Occidente desolato, impoverito, sfiancato, città ricoperte di rifiuti e detriti di antiche ricchezze, umani senza più né la voglia né la forza per riprendersi: perché – dice Zardi – avevano perduto l’abitudine a battersi. La descrizione di questo nostro possibile futuro non ha niente della fantascienza, è la cronaca asciutta di una desolazione che non stupisce, è anzi facile da riconoscere, dentro cui si snoda una tenerissima storia d’amore, il tentativo umanissimo di capire l’insondabile dell’altro, la voglia comunque di continuare a vivere e per questo proteggere i propri cari. Una storia tristissima ma, in fin dei conti, ottimista.

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