XXI SECOLO di Paolo Zardi recensito da Francesco Sparacino su D MAG

IL XXI SECOLO SECONDO PAOLO ZARDI – di Francesco Sparacino

C’è voluto un po’. Ci sono volute due raccolte di racconti, due romanzi, un racconto lungo. Ci sono voluti sette anni dall’apparizione all’interno dell’antologia Giovani cosmetici, curata da Giulia Belloni. E poi tante altre presenze su antologie e riviste. C’è voluto il passaparola, c’è voluto il consenso di via via più lettori e colleghi. Mettiamoci anche una foto di Paolo Bonolis in spiaggia mentre legge un suo libro. C’è voluto quel che c’è voluto, ma intanto il nome di Paolo Zardi, pubblicazione dopo pubblicazione, ha cominciato a girare. E mai come adesso, complice l’ingresso tra i dodici dello Strega con XXI Secolo (Neo edizioni), ha avuto la giusta attenzione.

Siamo in un futuro imprecisato e vicinissimo, la crisi è andata avanti, portando via ogni illusione di ripresa, in Italia come in gran parte dell’Europa. L’Occidente è ormai solo un ricordo di ciò che era fino a poco prima, ha “perso secoli di sviluppo nel giro di pochi anni”.Altre aree, altre economie avanzano, il progresso e la speranza di benessere sono altrove, ma è come se in generale qualsiasi fatto rilevante accadesse da un’altra parte. Lontano: in Brasile, in Cina, in Uruguay.1I flusso migratorio ha cambiato rotta, ci si inventa badanti di vecchi ricchi russi, si tenta la fuga eludendo i controlli alla frontiera austriaca, oppure si prova a sopravvivere, con poco, con pochissimo. Parchetti per famiglie trasformati in discariche, palazzi abbandonati, frequenti blackout, pioggia, sempre pioggia, il fastidioso rumore di fondo di notiziari che non si sa nemmeno se diffondano notizie vere o inventate. E mentre tutto intorno sprofonda, mentre l’attenzione pubblica è concentrata sulle sorti di un fantino in fin di Yha .dèlsuo ~ trUsesSuale. c’è chtshforza cii andare avanti.

Il protagonista senza nome di XXI Secolo attraversa ogni giorno ciò che rimane della città tentando di vendere depuratori d’acqua porta a porta. Ha una casa con giardino, una famiglia, una moglie, due figli in età pre-adolescenziale. Una normalità fragile, che lui però riesce ancora a preservare. Almeno fino a quando un ictus colpisce la moglie. E allora tutto rischia di andare in frantumi. Perché mentre la donna che ama lotta tra la vita e la morte, il ritrovamento casuale di un cellulare tra i cassetti di casa getta un’ombra sulle poche certezze rimaste. E la ricerca della verità, anche se dolorosa, diventa un modo per aggrapparsi a quel che resta della propria normalità.

Gli affezionati di Zardi ritroveranno temi e dinamiche già presenti in Antropometria (Neo, 20 I O), raccolta d’esordio dell’autore padovano. La famiglia è il centro di gravità intorno a cui gira tutto, lo scopo per il quale vale la pena lottare e mettersi in gioco, ma è allo stesso tempo la prima fonte di conflitti, dubbi, incertezze. Il contesto apocalittico, anche se declinato in modi diversi, si è già visto in altri romanzi usciti in questa prima parte di 2015. Zardi ha l’enorme pregio di rappresentarlo con equilibrio, renderlo non soltanto verosimile, ma probabile, perfino imminente. Questo mondo sull’orlo del baratro è già lì, fuori dalla finestra di casa, pronto ad accoglierti appena chiuderai il romanzo e ti avventurerai per le strade della città. Merito di una narrazione che riesce a non restare schiacciata dal grottesco, si svincola dalla tentazione di spingere troppo sugli spunti sopra le righe, accetta di confrontarsi con la complessità del reale. È proprio l’attitudine alla complessità, la capacità di Zardi di cogliere sfumature e contrapposizioni, scavare all’interno del suo protagonista e riportare ciò che lo circonda, a fare di XXI Secolo un romanzo non soltanto riuscito, ma importante.

Il IO giugno verranno annunciati i cinque finalisti dello Strega. Appare difficile immaginare che Zardi e la piccola Neo edizioni riescano a entrare nella cinquina. Appare anche difficile pensare che ci sia un solo titolo che lo meriterebbe più di XXI Secolo.

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