Otello Marcacci è un pazzo – di Alessandro Greco
Otello Marcacci è pazzo. Mi assumo la responsabilità di quanto appena affermato. Otello Marcacci è pazzo, ma è uno di quegli autori che vorresti avere a disposizione appena terminata la lettura del suo romanzo, Gobbi come i Pirenei.
Vorresti conoscerlo personalmente per chiedergli come si fa a scrivere, contemporaneamente, una storia d’amore, una storia divertente, goliardica, commovente, anarchica e intrigante. Una storia nella quale il ciclismo come metafora di vita, anch’essa ricca di salite e discese, è un esperimento pienamente riuscito che immerge nella narrazione anche i lettori non appassionati della bici e li porta a riflettere sui propri fallimenti e sulle ambiziose rivincite.
Eugenio Bollini, il protagonista del romanzo, è un mediocre. Non accetta il suo QI di 130, né scandaloso, né elevato: mediocre, appunto, come mediocre è il resto della sua vita. Una promessa fatta al padre in punto di morte, lo porta a gareggiare al Tour de France. Eugenio Bollini è un mediocre nella vita, un gregario in gergo ciclistico. Ma a metà del Tour, arriva la svolta. La frase: «Un gregario, ecco cosa sono. Un buon gregario».
Otello Marcacci, GOBBI COME I PIRENEI – Neo Edizioni, pp. 288, € 15,00