Un Neo in mezzo allo “Stivale”. Teorie e tecniche di una Casa editrice che fa della diversità la propria forza – di Alessio Pelusi
La prima peculiarità è che Francesco e Angelo, fondatori della Neo Edizioni, sono per l’editoria pura, senza contributo dell’autore… per capirci. Caso assai raro in questo settore. Basta scorrere il loro sito internet www.neoedizioni.it per accorgersi che c’è qualcosa di diverso. I libri editi dal 2007 (anno della fondazione) ad oggi, sono pochi, appena otto. Chi ha tentato di pubblicare un libro sa che significa, poiché spesso il catalogo delle piccole Case editrici è lungo come un elenco telefonico. C’è grande attenzione e cura per quello che si rende pubblico, c’è rispetto per coloro che leggeranno, dunque. C’è spirito imprenditoriale, perché si punta sulle vendite per guadagnare e non sui risparmi dello scrittore. Per far ciò bisogna essere diversi, appunto. Avere idee fresche, padroneggiare i mezzi informatici e le opportunità comunicative a basso costo, offerte dal web e dai social network. Inoltre, bisogna far un gran lavoro di promozione sul territorio, spostandosi, muovendosi, organizzando incontri, coinvolgendo soggetti pubblici e privati. Non a caso, Francesco Coscioni è un esperto di marketing e comunicazione e Angelo Biasella è giornalista, con trascorsi nell’editoria.
La Neo Edizioni ha sede a Castel di Sangro: «Metà strada tra Roma, Napoli, Pescara e L’Aquila. Un invito a rivalutare tutto ciò che è periferico e un modo per dimostrare la possibilità di esistere e contare anche essendo fuori dai centri nevralgici dell’editoria italiana. Potremmo chiamarci i “partigiani” dell’editoria. L’obiettivo, neanche troppo celato, è quello di contribuire ad una de-territorializzazione culturale in generale. Nient’altro che un neo lungo la dorsale appenninica. Con la speranza che questi nei diventino una costellazione». Così parlano della propria posizione geografica i due giovani editori.
Un’altra diversità risiede nello scopo del loro progetto, vale a dire, dimostrare la possibilità di trascendere gli schemi tradizionali del settore, al fine di creare: “Un’alternativa capace di maturare una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Un’alternativa che trascenda le anguste leggi di mercato e che si riservi l’opportunità di osare incondizionatamente”.
Segue una linea editoriale ben precisa: “Puntiamo a raccogliere un ventaglio di idee provocatorio e caoticamente organico, capace di approdare ad un’offerta editoriale che incarni il marasma universale. Predisposti verso il laicismo dispotico, il cattolicesimo morboso e tutti i fautori del nichilismo ecumenico, amiamo incondizionatamente chi è in grado di fare del disincanto contemporaneo un’arte dalle accezioni poetiche. Alla violenza ostentata, gratuita, conclamata, preferiamo quella concettuale, meditata, intimistica. Apprezziamo il coraggio, la volontà di mettersi in gioco totalmente e auspichiamo una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Accettiamo anche umorismo puro, sesso estremo, non solo etero, e ogni delirio di onniscienza. Manteniamo una forte predilezione per la buona scrittura. Cerchiamo, quindi, autori capaci di sperimentare, di non porsi limiti, di scardinare ogni regola imposta dominando però , sempre e comunque, lo strumento narrativo. Ci piace ogni estremo a patto che abbia piena coscienza di sé ”.
Le collane, ad oggi, sono quattro. Abbiamo così “Iena”, narrativa italiana – raccolte di racconti, la parte più sarcastica e caustica della linea editoriale: esordi di sguardi inediti sia sulla scrittura, sia sulla contemporaneità. “Potlach”, narrativa straniera, volta alla scoperta e alla proposta di autori ignorati dal mercato italiano. “Dry”, narrativa italiana, orientata a romanzi freschi ed ariosi. Infine, “Intimate”, dedicata alla ricerca di una nuova poesia, sganciata dalle costrizioni accademiche.
I libri editi dalla Neo Edizioni hanno copertine sgargianti e titoli altrettanto colorati: “Gobbi come i Pirenei” di Otello Marcacci; “Trema la Terra” (AA.VV.) a cura di Isabella Tramontano; “Antropometria” di Paolo Zardi; “La mia Waterloo ventrincolare” di Roberto Di Egidio; “I cani là fuori” di Gianni Tetti; “Palace of the End” di Judith Thompson; “Tre io” di Mario Rossi; “E morirono tutti felici e contenti” (AA.VV.) a cura di Massimo Avenali.
Buona lettura!