Antropometria – di Sabrina Campolongo

Una donna bellissima, quella che si definisce una bellezza naturale, sprofonda improvvisamente nel coma, lasciando un marito stravolto dal dolore, finché lo spuntare di imprevedibili peli scuri su quella pelle perfetta gli rivela un primo innocente inganno, innescando il dubbio su tutto il resto; un ordinario esemplare di uomo convive pacificamente con la più mostruosa delle devianze sessuali; una donna, di ritorno da un difficile viaggio di lavoro, viene accolta dal compagno con attenzioni speciali che tuttavia non riescono a nascondere la solita, feroce e silenziosa lotta tra i sessi.

I racconti di Zardi sembrano scritti con la cinepresa. Restringendo implacabilmente il campo, inquadrando sempre più da vicino situazioni all’apparenza banali, ne mostrano la straordinarietà o, al contrario, stringendo il fuoco su una vicenda che si presenta estrema, ne scoprono il nucleo di umanità, dominato da dinamiche elementari: desiderio/paura, amore/possesso, violenza/ frustrazione.

Una narrazione che smonta il reale spesso a partire da un elemento all’apparenza innocuo, finché non rivela il suo potere destabilizzante – invitando il lettore a osservarne con attenzione gli ingranaggi, i tranelli, ma anche la poesia invisibile sotto agli occhi di tutti.

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