Sabato 24 Aprile. Ore 20:00. Libreria MONDADORI, via Matteotti, 32. Nocera Inferiore.
Introduce Francesco Forte
Intervento di Gianni Tetti e della Neo Edizioni
Letture a cura di Alfonso Battipaglia
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“I cani là fuori” ha la forza di un concept. Undici storie che sono ognuna prologo ed epilogo di una stessa trama, di una visione che abbraccia e mastica tutto.
Non una semplice raccolta ma un libro polifonico dove personaggi, storie e voci si inseguono e si richiamano come latrati nella notte, intrecciando il canto di una fame impossibile da saziare.
Gianni Tetti fissa il cuore di vite sospese in un mondo in cui gli uomini appaiono come lupi, come predatori e prede, come cacciatori e cacciati: un’umanità all’apparenza normale ma senza via di scampo.
Una presentazione dove l’autore racconterà del suo esordio narrativo e di un libro che sta già facendo parlare di sé.
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“… una scrittura diretta e senza ipocrisie” (Pulp)
“… una Spoon River che non vorremmo mai frequentare” (Il Mucchio)
“… un ottimo esordio, un libro coinvolgente” (La Nuova Sardegna)
“… un Tarantino di pessimo umore” (L’Unione Sarda)
“… una scrittura sobria e schietta, senza ipocrisie né vani ghirigori stilistici” (Il Recensore)
“… un affresco terribilmente meraviglioso” (La Gazzetta Popolare)
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A seguire rinfresco vinaiolo e stuzzicherie al modo della NEO.
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Dal racconto CERTI ULULATI
“Ci sono notti che sento certi ululati. Tutte le notti. Un giorno ne arriverà uno più lungo. Questo ululato più lungo arriverà, durerà sei minuti e diciotto secondi, e allora succederà quello che deve succedere. È il mio cane che me l’ha detto. Lui parla cinque lingue, italiano, spagnolo, francese, tedesco, inglese. Oltre al fatto che sa abbaiare e ululare perfettamente. Mi dice di ascoltare e andargli appresso. E quindi io lo seguo come un cane.
Li senti? Mi dice.
Prima non li sentivo. Ora sì che ci sento bene, da quando ho questo cane fantastico che non so cosa farei se non ce l’avessi.
Il miglior amico dell’uomo. Il mio miglior amico. A volte mi dice di andare dentro casa che è meglio starsene protetti al calduccio. Non mi ha mai voluto spiegare perché sa tutte queste cose. Ma un’idea me la sono fatta.”