E Morirono tutti felici e contenti, la “Neo” da Spartaco.
Mario Rossi è un autore encomiabile… di quelli che ogni editore vorrebbe. Un autore infaticabile che percorre la penisola in lungo e in largo e che, mai domo, cerca occasioni per diffondere il Verbo. Nel sacro compito di onorare il suo ufficio e refrattario, come sempre, a delegare l’impegno, Mario Rossi apparirà domani alla Libreria Spartaco-Interno 4 di Santa Maria Capua Vetere. Ma oltre a Mario, o meglio , ai “Tre io” di Mario Rossi, la casa editrice Neo presenterò anche l’antologia di fiabe non più fiabe “E morirono tutti felici e contenti” giunta ormai alla seconda edizione. A parlare della loro esperienza saranno Carla D’Alessio (autrice casertana de “La bella addormentata”, ) e Matteo Forte (autore de “I fiori della piccola Ida”). Nata a Caserta nel 1978, la D’Alessio ha esordito con il racconto Formine incluso nell’antologia “Ragazze che dovresti conoscere”, Einaudi Stile Libero, 2004. Ha poi partecipato a diverse raccolte. Le ultime: “E morirono tutti felici e contenti” della Neo edizioni e “Napoli per le strade” della Azimut Libri. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, “L’altra Agata” per l’Ancora del Mediterraneo. Ritornando all’incontro di domani, a vestire i panni del moderatore sarà l’editore della Neo Francesco Coscioni.
“E morirono tutti felici e contenti” è una raccolta di fiabe capovolte, di fiabe che non sono più fiabe, che non possono più esserlo. 18 autori, 18 racconti, per un’opera corale dissacrante, ora amara ora esilarante, tesa a definire un nuovo immaginario. Sono le fiabe che tutti conosciamo, rivisitate, riscritte, mutate a partire da uno sguardo nuovo, da una memoria nuova. Una memoria che va costruendosi sotto i nostri occhi e che modella un nuovo immaginario dove la Piccola fiammiferaia è una prostituta grassa e indifesa, dove Cenerentola è un’adolescente smarrita in una Milano assopita nel caldo estivo, dove Aladino diventa “il genio dei disperati” e Pollicino la vittima di un sistema che vorrebbe dimenticarlo. Nata nel 2007 dall’incontro tra Francesco Coscioni e Angelantonio Biasella, la Neo Edizioni tenta di dimostrare la possibilità di un’alternativa alla produzione letteraria convenzionale. Un’alternativa capace di maturare una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Non a caso la Neo si dà come vessillo da innalzare il neo, appunto, con tutte le derive che da esso possono scaturire: macchia epidermica, tumore in nuce, simbolo di fascino o di bruttezza, elemento nuovo,inatteso, fattore che altera e destabilizza. Ecco perché la linea editoriale propone e si propone testi caustici, sarcastici, turbativi, ironici, concettualmente forti e scomodi, deliranti nel contenuto ma non nella forma, capaci di insinuarsi nell’epidermide della cultura e della società attraverso sguardi inattesi, poco considerati. In questo senso la Neo è aperta alla narrativa, alla saggistica, alla poesia, al fumetto, ad un’illuminante contaminazione di queste. «Miriamo a proporre lavori insoliti – spiegano dalla Neo – che abbiano in sé una marcata nota di originalità ma che dimostrino una grande competenza narrativa. I nostri autori non hanno limite d’età, di nazionalità né di sconsideratezza.Siamo per l’editoria pura, investiremo quindi sulle opere scelte senza chiedere niente agli stessi». La sede operativa è a Castel di Sangro, a metà strada tra Roma, Napoli e Pescara.