{"id":5120,"date":"2013-02-14T13:53:47","date_gmt":"2013-02-14T11:53:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.neoedizioni.it\/neo\/?p=5120"},"modified":"2021-01-25T17:39:48","modified_gmt":"2021-01-25T15:39:48","slug":"il-mio-eroe-di-otello-marcacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.neoedizioni.it\/neo\/5120\/","title":{"rendered":"Il mio Eroe &#8211; di Otello Marcacci"},"content":{"rendered":"<p><!-- [if gte mso 9]><xml> <o :OfficeDocumentSettings> <\/o><o :AllowPNG><\/o>  <\/xml>< ![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml> <w :WordDocument> <\/w><w :Zoom>0<\/w> <w :TrackMoves>false<\/w> <w :TrackFormatting><\/w> <w :HyphenationZone>14<\/w> <w :PunctuationKerning><\/w> <w :DrawingGridHorizontalSpacing>18 pt<\/w> <w :DrawingGridVerticalSpacing>18 pt<\/w> <w :DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0<\/w> <w :DisplayVerticalDrawingGridEvery>0<\/w> <w :ValidateAgainstSchemas><\/w> <w :SaveIfXMLInvalid>false<\/w> <w :IgnoreMixedContent>false<\/w> <w :AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w> <w :Compatibility> <\/w><w :BreakWrappedTables><\/w> <w :DontGrowAutofit><\/w> <w :DontAutofitConstrainedTables><\/w> <w :DontVertAlignInTxbx><\/w>  <\/xml>< ![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml> <w :LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"276\"> <\/w> <\/xml>< ![endif]--> <!-- [if gte mso 10]>\n<mce :style>< ! \/* Style Definitions *\/ table.MsoNormalTable {mso-style-name:\"Tabella normale\"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:\"\"; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:\"Times New Roman\"; mso-ascii-font-family:Cambria; mso-fareast-font-family:Cambria; mso-hansi-font-family:Cambria;} --><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una delle cose che in assoluto mi annoiano di pi\u00f9, \u00e8 sentire tromboni spiegare che cosa sia da considerare \u201cvera\u201d cultura e cosa invece no. <!--more-->Ho sempre avuto grosse difficolt\u00e0 a intendere il mondo in modo manicheo: da una parte i buoni e dall\u2019altra i cattivi. Con grande onest\u00e0 ammetto di non saper dire che cosa faccia, davvero, la differenza tra un grande scrittore e uno mediocre. Tra la letteratura alta e quella bassa. \u00c8 probabile che ci\u00f2 sia dovuto solo alla mia ignoranza. O, forse, al fatto che da piccolo, nei film western, facevo sempre il tifo per gli indiani e che, quindi, mi piace pensare che, \u201c<em>mutatis mutandis<\/em>\u201d (insomma, cambiandoci le mutande), si potrebbe trovare, prima o poi, pure qualche qualit\u00e0 nei libri di Moccia e soci. Perch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire, per\u00f2, occorrerebbe non avere pregiudizi. Troppo spesso, invece, mi pare di intravedere autoreferenzialit\u00e0 nelle espressioni di coloro che ritengono di sapere cosa sia davvero la Kul-tura. Gli <em>a-cul-turati<\/em>, amano spalleggiarsi uniti, per dichiarare assiomi che vorrebbero far passare come leggi assolute quando, secondo me, la storia insegna che, in materia letteraria, le leggi assolute, non contano (quasi) mai, se si esclude, ovviamente, i grandi geni dell\u2019umanit\u00e0 (e pure l\u00e0, talora, si potrebbe discutere\u2026) I poveri stitici non ricordano, infatti, che ci sono molti esempi che dimostrano che, ci\u00f2 che \u00e8 disprezzato in un dato momento storico, non vuol dire che lo sar\u00e0 per sempre. E viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">C\u2019\u00e8, al contrario, un\u2019altra cosa che io so per certo e che \u00e8, secondo me, molto pi\u00f9 importante dei discorsi di cui sopra: tutti coloro che leggono, nessuno escluso, sono diversi da quelli che non lo fanno. Non importa chi sia l\u2019autore che lo appassiona, non conta nemmeno il genere, chiunque prende in mano un libro, apre il suo mondo a visioni che, chi non legge, non avr\u00e0 mai. E io ho profondo rispetto di chi si diletta in un\u2019attivit\u00e0 simile. Anche se ama cose che sono lontane dai miei gusti. Per questo motivo ritengo sia una volgarit\u00e0 gratuita far sentire sbagliato qualcuno solo perch\u00e9, magari, preferisce Fabio Volo a Salinger. \u00c8 una semplice questione di rispetto. La cosa divertente \u00e8 che sono sempre coloro che si dichiarano \u201ctolleranti\u201d a praticare questo sport. Senza considerare che gi\u00e0 dichiararsi tali implica che non lo si \u00e8 poi davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Transeat.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Rimane la circostanza che io credo fermamente che, una persona che legge, si abitua a escursioni mentali molto pi\u00f9 ampie di chi non lo fa. E, anche se non se ne rende conto, diventa migliore sviluppando e rendendo attive parti del cervello che suscitano reazioni a catena che non capitano a chi non fa lo sforzo di mettere il proprio naso tra le pagine di un libro. Non \u00e8 un caso che, chi legge, riesce con pi\u00f9 facilit\u00e0, a cambiare prospettiva. Questa cosa sembra niente, ma in realt\u00e0 \u00e8 gravida di conseguenze perch\u00e9 se si riesce a entrare in un personaggio lontano da noi, poi si finisce per capire cose che, nella vita, se non le avessimo vissute nei libri, ci sembrerebbero strane o sospette e che susciterebbero reazioni di difesa o di paura. Scrivere o leggere un romanzo \u00e8 proprio questo: entrare in un territorio altrui e abitarlo e imparare qualcosa di nuovo, ogni volta. Una delle caratteristiche interessanti del leggere \u00e8 il fatto che non sia un\u2019attivit\u00e0 legata alla sopravvivenza umana. Insomma non ce n\u2019\u00e8 bisogno materiale. E, infatti, molti non lo fanno. Tuttavia, se esiste la voglia di esplorare territori mentali, leggere romanzi diventa indispensabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E, poi, pu\u00f2 persino capitare che, lungo il percorso, si possa incontrare un lettore pi\u00f9 evoluto di noi, che ci obbliga a guardarci allo specchio e, magari, anche a cambiare atteggiamento mentale, qualora non si abbia come obiettivo quello di voler fare la fine di Dorian Gray.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A me, ad esempio, questa cosa \u00e8 successo una sera, qualche tempo fa ed \u00e8 stata una cosa devastante perch\u00e9 del tutto inaspettata e, per giorni, mi \u00e8 stata proprio qua, sul gozzo. Vedete? Proprio qui. E mi stava qui perch\u00e9 non c\u2019era proprio niente di cui andare fiero. Per spiegarla meglio facciamo una specie di gioco. Una cosa semplice. Niente di che. Provate a pensare un attimo e concentratevi sulla vostra immaginazione.\u00a0Perch\u00e9 \u00e8 di questo che stiamo parlando: l&#8217;immaginazione. Allora, ci sono le persone speciali e quelle normali, i vigliacchi e i coraggiosi, i buoni e i cattivi, i leader e la truppa che segue senza pensare. Bene, adesso tocca a voi. Provate a immaginarvi un soldato della truppa, uno un po&#8217; vigliacco, vagamente malvagio, l&#8217;avete immaginato? Ok, mettetelo da parte e fate spazio. Adesso provate a immaginarvi un eroe invece, un capo, un condottiero, coraggioso e fondamentalmente buono. Ce l&#8217;avete in mente, pi\u00f9 o meno? Ottimo. Adesso metteteli a confronto. Scommettiamo che il primo soldato \u00e8 venuto fuori un po&#8217; gobbo, brutto e sporco. Il secondo invece \u00e8 bello, alto, fiero, luminoso. \u00c8 cos\u00ec, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non so se \u00e8 un retaggio della nostra parte animale. \u00c8 forse anche un fatto culturale. Platone diceva che tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello \u00e8 anche vero ed \u00e8 buono. E l&#8217;eroe, \u00e8 l&#8217;insieme del buono, bello e buono. E tutti gli Dei prima pagani e poi cristiani sono sempre belli. E i cattivi sono brutti. Ce l&#8217;abbiamo nel cuore e nella mente. \u00a0Quindi le persone di qualit\u00e0 devono essere necessariamente belle altrimenti qualcosa dentro di noi ci dice che, forse, non lo sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Possiamo far finta che non sia cos\u00ec, ma \u00e8 solo sforzandoci che possiamo cambiare questa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quella sera a cui accennavo prima, avevo in programma una cena con alcuni amici. Le chiamiamo le cena del Bar Sport perch\u00e9 il livello culturale \u00e8 infimo. Il calcio \u00e8 l&#8217;argomento principale e l&#8217;automobilismo a seguire. Poi, quando ci siamo stufati pure di quello, si passa a parlare di donne. Con i culi e le tette non si sbaglia mai e ci sono i soliti narratori di cose improponibili che hanno la loro serata sotto i riflettori. Se volessi darmi un tono forse dovrei dire che vi partecipo perch\u00e9 non voglio passare per un asociale ma che invece le sopporto poco e cerco di disertarle preferendo quelle (pallosissime) in cui i famosi <em>a-cul-turati <\/em>parlano solo di libri o di arte in generale. In realt\u00e0, al contrario, devo invece ammettere che io mi ci diverto da morire perch\u00e9, lo sanno tutti, chi nasce sotto il segno del porco non pu\u00f2 mica morir santo, ovvia. Insomma, sono andato a quel raduno, in macchina, con Nicola, a cui voglio molto bene, ma che, a parte lo sport e la maialaggine<a name=\"_GoBack\"><\/a>, condivide con me pochi altri interessi. Lui, ad esempio, non ha la minima idea, proprio come tutti gli altri che ci aspettavano, che a me piace non solo scrivere, ma, soprattutto, leggere. E che, se amo la letteratura russa e anche quella della beat generation, ho per\u00f2 una specie di fissazione per Kurt Vonnegut che reputo uno dei pi\u00f9 grandi geni del secolo scorso. So che, se provassi a parlare a Nicola di Kurt Vonnegut, mi direbbe di sicuro che \u00e8 un pilota di rally finlandese. Quindi evito. Non mi piace mettere in difficolt\u00e0 nessuno, figuriamoci un amico. Visto che eravamo in anticipo, ci fermiamo in autostrada a prendere un caff\u00e8 e lui mi dice che vuole prepararsi \u00a0per la serata che sta per iniziare e, per questo, vuole leggersi meglio alcuni articoli della Gazzetta dello Sport. Ha intenzione di crocifiggere i milanisti del gruppo che soffrono per come la squadra \u00e8 indietro rispetto alle altre grandi e necessita di informazioni puntuali. A me, di leggere la Gazzetta con lui, proprio non va e, come spesso mi capita in Autogrill, mi fermo a dare un&#8217;occhiata al reparto libri. Amo l&#8217;odore del libro e della carta e adoro tenerlo in mano anche se quello non \u00e8 il luogo dove, in genere, deve stare. Sfogliare un libro in libreria \u00e8 come fare l&#8217;amore a letto. Bellissimo, niente da dire. Sfogliarlo in un autogrill \u00e8 come farlo in macchina o su un prato. Emozioni diverse, ma entrambe molto forti. Incredibilmente scopro che, all&#8217;autogrill di Serravalle, hanno anche un \u00a0libro del mio idolo. &#8220;Mattatoio n. 5&#8221;. L&#8217;ho letto almeno tre volte, in fasi diverse della mia vita, ci\u00f2 nonostante lo prendo in mano e comincio a farci petting. Ad un certo punto, mi si affianca una signora abbastanza anziana, brutta. Molto brutta. Bassa e tozza, aveva occhi, naso e orecchie sproporzionatamente pi\u00f9 grandi di quelle che avrebbero dovuto essere, rispetto alla bocca, piccola e distante dal mento. Uno sguardo acquoso e una leggera torsione a sinistra del collo. La sensazione immediata che ho avuto \u00e8 stata quella di allontanarmi da lei. Di andarmene proprio. Ma c&#8217;era qualcosa nel suo sorriso che mi ha paralizzato e sono rimasto l\u00e0, come un babbaleo. Ad un certo punto mi dice: \u00abAnche lei ama Vonnegut? Complimenti, del resto si vede che lei \u00e8 una bella persona\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La cosa m\u2019imbarazza oltre misura. Io vedo un mostro e lei, in me, una bella persona. Qualcosa non torna. Allora minimizzo e farfuglio qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abAh, uh, grazie. Vonnegut non piace proprio a tutti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La signora allora rilancia e mi stende: \u00abKurt \u00e8 un tipo che fa incazzare gli esteti che considerano le sue trovate strampalate e assurde, ma il suo genio assoluto viene fuori proprio cos\u00ec. Lui inserisce dati bislacchi e apparentemente senza significato o importanza che si accumulano. E alla fine c\u2019\u00e8 qualcosa che rimette insieme tutto, una luce improvvisa che d\u00e0 al tutto dei colori seducenti e del tutti unici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quel mostro parlava e la sua voce, un po&#8217; sgradevole, suonava una melodia assurdamente eccitante per la mia anima. Volevo continuare a parlare con lei ma, dopo qualche minuto, prende, con gentilezza, congedo e se ne va. Torno da Nicola che nel frattempo si stava bevendo le news sulle squalifiche e infortuni e mi dice che vuole finire quella parte perch\u00e9 \u00e8 convinto che nessuno sappia che ci sono giocatori che sono sotto diffida e vuole stupire la platea con questi gioielli del sapere. In altre parole, vuole ancora un po&#8217; di tempo prima di andare. Decido di fare una sosta tecnica in bagno per pisciare. Entro nella toilette e, seduta su una sedia vicina a un tavolino con sopra un cestino con i soldi delle mance, rivedo lei. La donna che conosceva Kurt Vonnegut meglio di me e con la quale avevo parlato dentro al bar. Mi sorride e arrossisce leggermente. Io, di sicuro, divento rosso peperone. In genere, quando vedo le donnine che chiedono i soldi nei cessi negli autogrill m\u2019incazzo sempre. Lo trovo umiliante per loro, ma anche per chi deve espletare i suoi bisogni fisiologici. Una specie d&#8217;elemosina forzata. E, infatti, non ho mai pagato una lira n\u00e9 un centesimo da che ho memoria. Passo oltre. Mentre sto con il mio migliore amico in mano a svuotare la vescica, mi assale per\u00f2 la rabbia. Cazzo, come pu\u00f2 una donna che conosce la letteratura meglio di un saccente borioso come me, pulire i cessi in una merda di autogrill?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dovevo fare qualcosa. Dovevo sovvertire l&#8217;ordine delle cose. Cos\u00ec esco e le chiedo di raccontarmi la sua storia. Com&#8217;\u00e8 che \u00e8 finita l\u00e0 una che potrebbe insegnare al liceo. Lei mi sorride e dice: \u00abPerch\u00e9 a casa sua lei non pulisce mai il bagno? Quando arriva qualche amico in visita le piace farlo andare in un bagno sporco?\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abS\u00ec s\u00ec, certo, ma perch\u00e9 lei? Insomma una che pulisce qua deve per forza essere una che non ha studiato, che non ha altre possibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abIn effetti non ho altre possibilit\u00e0. Sono vecchia e nessuno assumerebbe una donna come me, adesso. Ho lavorato nella pubblica amministrazione con mansioni anche direttive, ma ora ho una pensione che non basta ad andare avanti perch\u00e9 mia figlia \u00e8 gravemente ammalata e ha bisogno di cure costose. Cos\u00ec, ho deciso che, lei, era pi\u00f9 importante del mio stupido orgoglio e sono qua a cercar di tirar su qualche soldo senza vergognarmi di fare cose, che non pensavo avrei mai fatto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La rabbia di prima era, se possibile, accresciuta dal fatto che mi sentivo impotente. Non sapevo che cosa fare. Che dire a una donna cos\u00ec, che non fossero le solita banalit\u00e0 del caso? Ho deciso, allora, di non dire niente. Sono stato zitto, le ho sorriso e mi sono frugato in tasca. Avevo con me solo 50 euro. Quelli che mi servivano per la cena e gliel&#8217;ho dati. Le ho detto di prenderli e basta e quando lei ha cercato di protestare ho solo aggiunto: \u00abDiciamo che pago adesso tutte le volte che, nella mia vita, non ho dato un soldino a quelle che fanno il suo attuale lavoro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E, in quel momento, \u00e8 stata lei a sorridermi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Esco da l\u00e0 dentro e mi ricongiungo con Nicola. Saliamo in macchina e, piano, ci riavviamo. Passiamo lentamente davanti all&#8217;entrata dei cessi e vediamo la signora uscire. Con un sorriso meraviglioso, mi urla: \u00abBuona fortuna!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nicola allora dice: \u00abMa chi \u00e8 quel cesso ambulante? Adesso ti metti a rimorchiare puttane sfondate nei cessi degli autogrill, brutto maiale?\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Avrei voluto tirargli un ceffone. Mi sono per\u00f2 limitato a dirgli: \u00abQuel cesso ambulante che dici te \u00e8 il mio eroe, ma questa \u00e8 una lunga storia. La cosa che ti deve interessare \u00e8 che stasera la cena me la offri te e questa cosa non \u00e8 negoziabile\u00bb.<\/p>\n<p><!--EndFragment--><\/mce><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle cose che in assoluto mi annoiano di pi\u00f9, \u00e8 sentire tromboni spiegare che cosa sia da considerare \u201cvera\u201d cultura e cosa invece no.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5122,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[65],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.10 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il mio Eroe - di Otello Marcacci - NEO. Edizioni<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il mio Eroe - di Otello Marcacci - NEO. 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