Sabato 24 settembre – ore 21:00. Museo d’Arte Comunale La Molinella, Voltone della Molinella n 4/6. Faenza.
SUONA LA POESIA – EDIZIONE 2011
A SUPERSOUND, SABATO 24 SETTEMBRE.
IN OCCASIONE DELLA NOTTE LIGHT DEL MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti
Presentazione del libro “La mia Waterloo ventricolare” di Roberto Di Egidio
Presenta la giornalista Sara Sanzi (Web Radio Rai)
Intervento dell’autore
Roberto Di Egidio e il suo libro di poesie pop “La mia Waterloo ventricolare” (Neo Edizioni) al M.E.I di Faenza per un incontro all’insegna della poesia indipendente nell’anima e nello sguardo. Sarà infatti il nuovo sguardo a farla da padrona, uno sguardo su ciò che significa fare poesia oggi e sul significato che ancora le si può attribuire. “Mi sono ritrovato ad aver scritto poesie perché volevo scrivere canzoni”, lo dice l’autore convinto assertore del legame imprescindibile che lega la musica alla poesia.
Da sempre musicista, da un po’ scrittore, insieme a Sara Sanzi, giornalista di Web Radio Rai, ad aprire la premiazione del concorso “Suona la poesia” (IV Edizione) organizzato dal Festival Internazionale della Poesia di Genova e dal MEI.
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Il libro: La mia Waterloo ventricolare, raccolta di poesie pop che tra incubi catodici, sensuali dichiarazioni, rivolte oggettuali, si tuffa a capo fitto in quella dimensione liquida che si cela sotto ogni superficie. Poesie agili, fresche, divertite, incantate e sorprendenti, lontane anni luce da tutto ciò che sa di accademia e contrizione. E’ la leggerezza di cui parla Calvino ad ispirare Roberto Di Egidio, a spingerlo verso una poesia leggera ma mai banale, che lascia intravedere sguardi sarcastici, appassionati, erotici, critici, talvolta politici. Una poesia da portarsi sempre dietro. Come fosse un indumento intimo. O un profumo.
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L’autore: Roberto Di Egidio, è nato negli anni ’70 in Abruzzo e per questo ama il bianco e nero e la buona cucina. Ha studiato Filosofia all’Università di Bologna e per questo non ama Cartesio e nemmeno i fast food. Quando le energie vibrazionali che attraversano i mondi gli regalano per motivi inspiegabili qualche poesia, lui la scrive sul suo portatile e dice in giro che è sua. A chi glielo chiede dice anche che scrivere poesie è accordarsi con l’intorno, duettarci in brevi ed intese jam session.