VINPEEL DEGLI ORIZZONTI recensito da Angelo Di Liberto su “La Repubblica – Palermo”

25 luglio, 2018

Il posto dove i sogni non esistono (I consigli di Billy)di Angelo Di Liberto

Gentili lettori,
quando avete dimenticato di essere felici? Siete in grado di identificare quel momento preciso in cui avete smesso la ricerca della felicità? So che possa sembrare una riflessione sciocca e infantile, ma appartiene proprio ai bambini la possibilità di anelare a una forma pura di gioia; ed è dei bambini la grande avventura per scovarla, la fede incrollabile nella sua esistenza. Forse è per questa ragione che rimaniamo estasiati davanti ai film di Walt Disney, perché cerchiamo l’incanto, il paradiso perduto a cui, di tanto in tanto, ad occhi chiusi, proviamo a fare ritorno sia pure con la fantasia. La letteratura fantastica ci ha abituati a esplorare luoghi e dimensioni. Con Verne siamo scesi al centro della Terra attraverso un vulcano; con Stevenson siamo approdati all’isola del tesoro e con Calvino siamo saliti su un albero e non siamo mai più scesi. Poi c’è stato García Márquez e siamo andati a Macondo, nella foresta colombiana. Un luogo immaginario, in cui le case sono costruite col fango e ci si può arrivare dal mare e con la ferrovia. Forse questo è il posto leggendario per eccellenza, in cui gli abitanti perdono i loro ricordi fino a che il villaggio non verrà spazzato via dal un vento violentissimo.

Dov’è finita Macondo? Me lo sono chiesto spesso. Confesso che ci sarei stato volentieri. Bisognerebbe ritrovare il sentiero giusto, o probabilmente occorrerebbe parlarne affinché il suo ricordo tornasse a sostanziare il nostro incanto. E se a Macondo si andasse passando per Dinterbild? Anche lì gli abitanti hanno dimenticato tutto. La memoria è dolorosa e non resta che liberarsene. Nessuno sa come sia finito a Dinterbild. Mi chiederete che posto sia e chi ne abbia scritto. Si tratta di un libro folgorante dal titolo “Vinpeel degli orizzonti”, Neo edizioni e il suo autore è Peppe Millanta, un artista singolare che oltre a scrivere ha fondato la “Peppe Millanta & Balkan Bistrò”, una band di world music con cui si esibisce in numerosi festival in tutta Italia.
Dinterbild è il posto in cui i sogni non esistono. La gente non sogna più e la felicità è un inutile orpello. Si vive, si va avanti, s’incontrano strani personaggi come il signor Biton, proprietario della Locanba Biton, con le famosissime zuppe Biton, le uniche di Dinterbild. Oppure ci si può imbattere nel signor Alton, che, ubriaco, una notte piena di nebbia riuscì a infilarsi in tutti i letti del paese, ogni volta convinto di essere arrivato a casa sua. E c’è anche Del il pittore, che parla per monosillabi, e Padre Earl, il parroco, il giudice Morel e Krisheb, il matto, che ha perso la sua gamba di legno. Tra loro c’è un ragazzino, Vinpeel, figlio di Ned Bundy, che una sera, insieme al suo amico immaginario Doan, ha visto delle luci all’orizzonte e ha deciso di uscire fuori da Dinterbild per scoprire di che natura fossero. Vinpeel è toccato dall’incanto ma non ha ancora liberato il suo entusiasmo e il suo spirito avventuroso. Sarà la follia di Krisheb a trasfigurare il quotidiano del bambino e ad animare il viaggio avventuroso verso l’Altrove. Ma un sentimento su tutti imporrà a Vinpeel quel cammino: l’affetto per Mune, una bambina che non prova più nessun sentimento.

“«Già» gli fece eco Vinpeel, «È per questo che a Dinterbild non sogna nessuno?». «Quando sogni, ai sogni si impastano i desideri, le paure, e soprattutto, i ricordi» rispose Krisheb, «E a Dinterbild nessuno vuole ricordare». «E tu allora perché ti sei messo a sognare?». Krisheb sorrise, e una punta di amarezza gli affiorò tra le labbra. «Non l’ho deciso. Mi è capitato. All’inizio era qualcosa di confuso, ma ogni notte si aggiungeva un tassello, Così iniziai a ricordare il perché ero scivolato qui, l’occasione che avevo perso per essere felice»”.
Quanti di noi sono finiti a Dinterbild e si trovano lì tra i suoi abitanti? Chi ha perso il suo ricordo di felicità?
Con una bacchetta magica, Peppe Millanta semina parole come briciole di un pane fragrante. Il suo profumo inebria e apre al ricordo dell’Altrove. Ciascuno il suo. Si sale sulle sue parole come fossero palloni aerostatici multicolore e si vola verso quella meta immaginifica che risiede negli spiriti avventurosi che non hanno scordato da dove sono venuti. Le parole salvifiche restano a lungo, nessuno sa quanto. Restano nel nostro cielo e sono visibili anche di notte, come quelle luci lontane. Ma forse mica tanto. Basta solo andare oltre il confine insieme a Vinpeel degli orizzonti.
L’Antiquario vi saluta.