METTE PIOGGIA recensito su Frigidare – Il Nuovo Male

11 febbraio, 2015

Gianni Tetti, Mette pioggia

La scrittura di Gianni Tetti, che i nostri lettori già conoscono grazie ad alcuni racconti pubblicati da Frigidaire, brani dei quali si trovano pure in questo libro, è una sequenze di eventi narrati in soggettiva senza respiro. Qui si racconta la settimana di un tale Arturo Zanon, inquieto e inquietante personaggio travolto dai pensieri più cupi, dal caldo dello scirocco, dalla miseria della vita sua e dei sui simili. Il testo passa dalla terza persona alla prima, in una sorta di soggettiva da sogno a incubo.

La pioggia attesa per tutta la settimana arriva solo alla fine del libro, ma non è liberatoria, è solo una passaggio di questo vivere affannoso e torbido, in cui si mischiano gli odi, le fissazioni, le delusioni di una vita schiacciata dalla mancanza di senso e progetto, traversata da figure oscure: un ambiguo testimone di Geova, un misterioso cadavere, amici violenti e cani sempre rabbiosi. Un romanzo che si legge d’un fiato, pur non conducendo a nessun finale a sorpresa.