LE AFFACCIATE resensito da Umbero Rossi su “Blow Up”

13 febbraio, 2020

Le affacciatedi Umberto Rossi

Questo, lo dico subito, è un romanzo del terrore. Nel senso di Lovecraft o Stephen King. Si tratta di un terrore assai soggettivo che mi viene ispirato dalla vita di Nina, la protagonista del romanzo, una ragazza che vive a Milano e organizza eventi.
Le sue preoccupazioni sono la qualità del buffet, non scordare di invitare nessun VIP, armonizzare i colori degli arredi. Il suo è un lavoro che assorbe completamente: anche dodici ore al giorno, senza abiti né domeniche. E già una vita del genere mi fa star male, ma quando Nina viene licenziata, è il disastro: la ragazza entra in un’autentica fase depressiva, si chiude in casa, dopodiché comincia a fingere con amici e conoscenti di stare ancora lavorando, perché la vergogna di essere disoccupati è qualcosa che non si può assolutamente affrontare. Ecco la meravigliosa Milano di Sala e del Bosco Verticale.

Dal momento che lascia più il suo appartamento, Nina entra inevitabilmente in collisione con la sua anziana vicina Adele e le sue amiche, la serba Svetlana e la sudamericana Teresita. Si ritrova a cena con loro, e le vengono raccontate le loro storie mentre Nina continua a chattare con l’amica (si fa per dire).

Il finale ne deriva inesorabilmente e desolantemente. Come dicevo, un romanzo del terrore. Esistenziale