La Nuova Sardegna. 25/11/2009.

26 novembre, 2009

“I cani là fuori”, un bestiario del nostro tempo – di Giuseppe Mussi

SASSARI. Leggendo “I cani là fuori”, primo libro del ventinovenne sassarese Gianni Tetti, appena pubblicato dalla Neo Edizioni (pp. 195, 12 euro), ci si rende subito conto di essere di fronte a qualcosa di più che a una semplice raccolta di racconti. Infatti, sebbene l’autore si trovi perfettamente a proprio agio nella misura del racconto breve, si ha fin dalle prime pagine l’impressione che le undici storie che compongono il libro vadano a iscriversi nel mosaico di un più grande e unico scenario. Uno scenario eterogeneo, popolato da personaggi diversissimi tra loro che lascia però emergere, in fIligrana, la stessa percezione della realtà. E’ l’immagine del cane a condensare questo sentimento della realtà, a misurare oltre la metafora il rapporto tra i personaggi e il senso della loro esistenza.

Nei racconti di Tetti ci sono uomini che ululano o che parlano con il proprio cane, ascoltandone i consigli; uomini e donne ridotti a una dimensione puramente biologica o fisiologica, privati dell’ arbitrio della propria vita e costretti ad agire, senza possibilità di scelta, secondo un inquieto richiamo ancestrale. Non c’è però spazio per alcuna apologia dell’istinto, anzi, tra i personaggi del libro si respira costantemente il senso di perdita della dimensione umana.

A rifuggire questa zoomorfIzzazione dell’uomo, dei suoi rapporti con l’altro e con l’ambiente sembra essere solo il perdurante primato del senso

della vista. Sotto quest’aspetto si fa sentire con forza la volontà dell’autore di narrare quasi per immagini, di ordinare la realtà attraverso una ricca qualifIcazione aggettivale di persone, oggetti, ambienti e situazioni. Un’esperienza, quella visuale, che si estende sinesteticamente anche all’udito e all’olfatto (si prendano ad esempio – rispettivamente – i racconti “Certi ululati” e “L’odore dell’acqua”).

Nonostante la ricchezza descrittiva il libro riesce a non essere mai prolisso, la scrittura è asciutta, veloce e sincopata; anche la lingua è molto controllata, nitida, lontana da qualsiasi artifIcio o caratterizzazione eccessiva, persino quando incorre nel delicato compito di dover rendere nomi e soprannomi.

“I cani là fuori” è un ottimo esordio, un libro coinvolgente capace di far anche sorridere e divertire il lettore prima di lasciarlo straniato innanzi al claustrofobico orizzonte di un’esistenza disumanamente passiva, qual è quella del nostro presente.

L’autore presenterà il libro oggi alle ore 18 presso la Libreria Odradek, via Torre Tonda 42, Sassari.