“Il giorno che diventammo umani” recensito su BLOW UP da Fabio Donalisio

04 novembre, 2013

Il giorno che diventammo umani – Fabio Donalisio

Sono crudi ma delicati, i racconti di Paolo Zardi. E anche un po’ crudeli. Minimi e un po’ abissali. Dopo la prova sulla lunga distanza (il romanzo La felicità esiste, recensito su queste pagine lo scorso anno), riuscita a metà, lo scrittore veneto torna sul luogo del delitto che gli riesce meglio, la short story. E ci racconta la storia di uomini che tentano, con risultati alterni, di diventare umani, di avere accesso a una percezione di sè nascosta sotto la crosta di un’apparenza onnipresente. Magari attraverso la violenza, il corpo, il dolore.

Lo sguardo inscena un misto di asetticità e disillusa consapevolezza – a là Houellebecq, per dire, da sempre pietra di paragone, per Zardi – una sofferenza con poca morale e con poca tristezza. E ci riesce, il più delle volte. Nel frattempo, dice cose sulla vita. Che, di questi tempi, è sempre una gioia.