GLI STONATI recensito da Valeria Piccinni su Il Tirreno

30 gennaio, 2018

“Gli Stonati”. Quei 19 racconti per legalizzare la cannabisdi Valeria Piccinni

C’è un dibattito antico, che ciclicamente si ripropone: è giusto o no legalizzare le droghe leggere? Dopo le considerazioni del procuratore antimafia Franco Roberti – che soltanto una manciata di giorni fa chiedeva al governo una scelta per sconfiggere i clan: o una linea dura o una legalizzazione completa – adesso a dire la loro sono un gruppo di scrittori, capitanati dall’autore abruzzese Alessio Romano.

Lo fanno con la provocatoria antologia Gli Stonati (Neo, pp. 219) che, secondo quanto recita il sottotitolo, si propone come un “manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis”.

La raccolta mette in fila 19 racconti, firmati da altrettanti noti autori italiani, e divisi in quattro blocchi: uso personale (fra cui spiccano Il papavero di Renzo Paris e Francisco di Marco Drago), uso occasionale (con Ostaggio di Melissa Panarello, e Simone Gambacorta che firma Casa al mare), uso ricreativo (Il punto di vista dell’alieno di Gianluca Morozzi, ma anche Il male minore di Piergiorgio Pulixi), uso terapeutico (impossibile non amare Il culo alla Leoni di Francesca Bertuzzi).

A chiudere la raccolta, tre tracce edite che sottolineano un’adesione intellettuale alla causa: il fiorentino Marco Vichi e “Un’indagine del commissario Bordelli” (Guanda), il lucano Gaetano Cappelli con “Parenti Lontani” (Marsilio) e il pratese Sandro Veronesi che, con un brano tratto da “Caos Calmo” (Nave di Teseo), racconta di “un improvviso momento di paranoia”.

I racconti godono fortunatamente di una certa disomogeneità di punti di vista e di prosa, e interrogano su più piani: quali sono le conseguenze sul cervello e sul comportamento della legalizzazione? Quali sono le implicazioni politiche, e quali quelle economiche? È giu- sto trattare un dibattito con la superficialità degli slogan giornalistici? Gli spunti sono molteplici, e gioverebbe che il tema venisse intercettato dalla politica. La presenza di Marco Pannella aleggia. E non è un caso che a lui questa antologia provocatoria, che sottende una riflessione aperta sul senso delle droghe leggere e sulla loro strumentalizzazione, sia dedicata.