“Coi binari fra le nuvole” recensito da Il Messaggero.

16 ottobre, 2012

A piedi lungo la ferrovia Sulmona-Carpinone – di Patrizio Iavarone

Di traversine che sorreggono la linea ferroviaria Sulmona-Carpinone ne ha contate circa 400mila: una ad una calpestate in cinque giorni di cammino (dal 21 al 26 aprile scorso) per «protestare contro la chiusura di questa storica tratta, avvenuta 1’11 dicembre del 2011 in un assordante silenzio» dal quale ha trovato spunto e ispirazione per scrivere il suo quarto libro, “Con i binari tra le nuvole. Cronache della Transiberiana d’Italia”, Riccardo Finelli, 38 anni, è venuto da Modena a raccontare agli abruzzesi l’immenso patrimonio che stanno perdendo, «quel filo di ferro costruito alla fine dell’Ottocento che aveva alla sua base un’intuizione politica strategica -spiega- quella cioè di legare l’Italia lungo la dorsale Appenninica».

Con passo lento ma deciso, con una velocità di crociera di tre chilometri orari, lo scrittore ha così percorso i 130 chilometri sui binari che collegano, anzi collegavano, Sulmona a Carpinone: un viaggio fatto di storie e ricordi, ma anche di riflessioni sulla potenziale economia che potrebbe sviluppare l’infrastruttura (specie dal punto di vista turistico) e momenti di profonda intimità; «come quando per un’ora ti ritrovi ad attraversare una galleria -racconta- nel buio e con il solo rumore dell’acqua che penetra nella roccia».

Finelli presenterà il suo libro oggi a Pescocostanzo (ore 18) e Barrea (ore 21,30), domani a Castel di Sangro (convento della Maddalena ore 19) e sabato a Pescasseroli (ore 18 cortile del Coecin), ma il suo è solo l’inizio di un viaggio che prevede diverse stazioni e che come destinazione ha quella «di svegliare la coscienza civica e politica degli abruzzesi perché riattivino questa linea», Linea che, in verità, come ogni paradosso d’Italia, è ancora formalmente aperta con otto persone che si occupano della man utenzione ogni giorno e con milioni di euro di investimento fatti anche dal punto di vista tecnologico. Senza che passi più un treno.